Continuita' educativa

 

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LA CONTINUITÀ EDUCATIVA


RAGIONI E OBIETTIVI DELLA CONTINUITÀ

L’istanza della continuità educativa, affermata nei programmi della scuola elementare, in quelli della scuola media e negli orientamenti della scuola materna, investe l’intero sistema formativo di base.
La continuità sottolinea il diritto di ogni bambino e di ogni ragazzo a un percorso scolastico unitario, organico e completo, e si pone l’obiettivo di attenuare le difficoltà che spesso si presentano nel passaggio tra i diversi ordini di scuola; per questo richiede un percorso coerente che valorizzi le competenze già acquisite dai bambini e dai ragazzi e riconosca la specificità e la pari dignità educativa di ogni scuola.

SCUOLA ELEMENTARE E SCUOLA MEDIA: UN PROGETTO DI CONTINUITÀ CON RADICI PROFONDE

La continuità nella nostra realtà ha radici profonde; infatti, già a partire dall’anno scolastico 1990/91, il collegio dei docenti della scuola elementare e quello della scuola media hanno elaborato il piano annuale della continuità rivolto ai ragazzi, ai genitori, ai docenti. Ma la continuità nella nostra realtà, oltre a radici profonde, ha anche prospettive di sviluppo ulteriore legate alla natura e alle caratteristiche dell’istituto comprensivo.
Infatti, il collegio dei docenti unitario è chiamato a assumersi la responsabilità educativa dell’intero arco della scuola di base.
Inoltre, i docenti di scuola elementare e media, che operano nell’ambito degli stessi organi collegiali, hanno maggiori potenzialità per concordare obiettivi cognitivi di passaggio, coordinare i criteri valutativi, comunicare informazioni utili sugli alunni, fino a arrivare alla progettazione di veri e propri anni ponte che prevedano attività didattiche che attraversino i confini delle diverse scuole.
Oltre a ciò, le possibilità di impiego integrato del personale per la realizzazione di prestiti professionali e la costituzione di laboratori comuni, così come le iniziative di aggiornamento progettate in modo unitario costituiscono esperienze destinate a avvicinare gli stili educativi e a creare un linguaggio professionale comune, facendo così diventare la continuità educativa un fatto concreto.

TRE POSSIBILI PERCORSI

In primo luogo, continuità significa avviare forme di comunicazione continua tra scuole e tra scuole e servizi formativi del territorio. Tra le possibili modalità, particolarmente significativo risulta lo scambio di informazioni (che riguarda sia gli allievi, sia i modelli educativi e organizzativi delle scuole e delle agenzie formative).
In secondo luogo, continuità significa progettare iniziative didattiche congiunte, chiaramente leggibili nei loro intrecci anche dagli allievi e dalle famiglie. Le forme possibili sono quelle del progetto ponte (che prevede la possibilità di iniziare in un ordine scolastico particolari percorsi didattici che proseguono sistematicamente e si concludono nel primo periodo dell’ordine successivo) e del progetto in parallelo (che coinvolge allievi di ordini scolastici diversi in un unico percorso didattico eventualmente con parti specifiche e parti comuni, parti da effettuarsi con modalità e sedi separate e parti da svolgersi insieme).
Infine, continuità significa stabilire rapporti pedagogici e non soltanto burocratico-funzionali fra ordini scolastici diversi e fra scuola e extrascuola. Questo è possibile se si conducono iniziative volte a assicurare la reciproca conoscenza e la possibilità di collegamenti strutturali attraverso il coordinamento dei rispettivi curricoli e modalità di aggiornamento comune (rispettose delle differenti professionalità) tra i docenti dei diversi ordini scolastici e tra questi e gli operatori dell’extrascuola.

4 . I PIANI OPERATIVI PER PROMUOVERE LA CONTINUITÀ

Per dare concreta attuazione a queste istanze, il collegio dei docenti elabora annualmente il piano delle attività articolato in due percorsi:

il primo "scuola dell’infanzia – scuola elementare" riguarda tutte le scuole elementari dell’istituto e le scuole dell’infanzia (provinciali e equiparate) dei rispettivi bacini di utenza;

il secondo "scuola elementare – scuola media" riguarda le scuole elementari e la scuola media "Anna Frank" dove confluisce la quasi totalità degli alunni.

IL PIANO OPERATIVO SCUOLA DELL’INFANZIA – SCUOLA ELEMENTARE

Le azioni del piano: i bambini

Nell’ultimo periodo dell’anno scolastico

i bambini della scuola dell’infanzia visitano la scuola elementare dove gli insegnanti e gli alunni si rendono disponibili a presentare il nuovo ambiente, illustrare i materiali prodotti, praticare attività comuni.

Nel primo periodo del nuovo anno scolastico

conoscenza del nuovo ambiente (spazi, tempi, persone, organizzazione);

progettazione degli spazi in modo da richiamare la scuola dell’infanzia (angolo dei giochi, poster murali);

progettazione di tempi e attività adeguati a un graduale inserimento nella nuova realtà scolastica.

Nel corso dell’anno scolastico

attivazione di "progetti ponte" e "progetti in parallelo".

Le azioni del piano: i genitori

Prima delle iscrizioni alla scuola elementare

incontro presso la scuola elementare con il dirigente scolastico e gli insegnanti per la presentazione dell’offerta formativa della scuola.

Nei primi giorni di scuola

incontro di accoglienza con i genitori e gli insegnanti per uno scambio di informazioni.

Le azioni del piano: gli insegnanti

Al termine dell’anno scolastico

consegna delle schede di valutazione al dirigente scolastico dell’istituto;

presentazione della scuola e del gruppo al dirigente scolastico e agli insegnanti delle future prime;

il dirigente scolastico raccoglie informazioni di massima da utilizzare nella formazione delle classi.

All’inizio dell’anno scolastico successivo

costituzione di una commissione unitaria con il compito di elaborare e monitorare il piano annuale delle attività;

il dirigente scolastico trasmette le schede degli alunni (di norma verso il 10 di ottobre al fine di evitare il sorgere di aspettative negative)

incontro successivo degli insegnanti per un confronto tra quanto osservato nelle prime settimane di scuola e gli elementi raccolti nella scheda.

IL PIANO OPERATIVO SCUOLA ELEMENTARE – SCUOLA MEDIA

Le azioni del piano: i bambini

Nell’ultimo periodo dell’anno scolastico

giornata della "Scuola aperta": visita della scuola media da parte dei ragazzi delle classi quinte elementari. I compagni della scuola media presentano le strutture, le attività, qualche iniziativa didattica significativa.

Nei primi giorni dell’anno scolastico successivo

presentazione dell’organizzazione della scuola media a cura del coordinatore;

conoscenza degli alunni e del percorso formativo.

Nel corso dell’anno scolastico

progettazione di iniziative e attività comuni (laboratori, giornale, uscite formative).

Le azioni del piano: i genitori

Prima delle iscrizioni alla scuola media

visita alla scuola elementare da parte dei docenti della scuola media per un primo approccio con gli alunni e i genitori;

incontro presso la scuola media con il dirigente scolastico e i docenti per illustrare le finalità e le modalità di svolgimento delle attività.

Nel primo giorno di scuola

momento di accoglienza da parte del dirigente scolastico che saluta i genitori, presenta i consigli di classe, i tempi delle attività, i servizi.

Le azioni del piano: gli insegnanti

Al termine dell’anno scolastico

scambio di informazioni sul gruppo classe e i singoli alunni anche al fine della formazione delle classi.

All’inizio dell’anno scolastico successivo

costituzione di una commissione unitaria con il compito di elaborare e monitorare il piano annuale delle attività.

Nel primo periodo dell’anno scolastico

incontro di verifica tra i docenti della scuola media e delle precedenti classi quinte.

Nel corso dell’anno scolastico

attività delle commissioni per l’elaborazione del "curricolo unitario" della scuola di base.

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