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5 marzo 2004 - dall’ Esecutivo Nazionale Dirigenti Scolastici CGIL SCUOLA
Decreto primo ciclo: dirigenti per l’autonomia scolastica

 

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto N. 59 del 19.02.2004 attuativo della legge 53/2003 relativo alla scuola dell’infanzia e alla scuola primaria e secondaria di primo grado.

Esso contiene norme che confliggono con altre norme, il Regolamento per l’autonomia e i Contratti Nazionali di Lavoro ad esempio, laddove introducono la figura del tutor e intaccano la figura del Docente; esso inoltre cambia la natura e la titolarità dell’offerta formativa laddove essa, per la parte facoltativa e opzionale, sembra ridursi a materia a scelta individuale da parte dei genitori.

Su quel testo i Coordinatori Nazionali dei Dirigenti Scolastici di Cgil-Cisl-Uil Scuola con lettera aperta ai colleghi del 12 febbraio hanno già manifestato il loro pensiero, ricordando che i Dirigenti Scolastici non sono meri esecutori di ordini ma soggetti autonomi che applicano le norme dello stato in vigore a beneficio dell’utenza.

Si riporta a questo proposito la parte della lettera in cui si esprime un giudizio negativo sul Decreto per il suo carattere sottrattivo di risorse e di democrazia e per la contrapposizione coi testi legislativi e contrattuali tuttora in vigore. Con la necessità, che riguarda tutte le componenti scolastiche, di muoversi nell’ambito delle norme e nel rispetto delle prerogative dei soggetti professionali e collegiali.
Una lettura del Decreto nei sui vari segmenti scolastici (infanzia, scuola primaria, secondaria di primo grado) è stata già pubblicata nel nostro sito il 23 febbraio u.s...
Ritorneremo sulla questione a seguito della pubblicazione della nuova circolare sui nuovi assetti organizzativi conseguenti al Decreto, che finora è circolata in bozza e di cui si attende il testo definitivo.

Roma, 5 marzo 2004


Stralci dalla lettera aperta dei coordinatori nazionali dei dirigenti scolastici Cgil, Cgil, Uil Scuola


Cara/o Collega,
con la presente lettera aperta vorremmo insieme a te fare il punto su due grandi questioni che in questo momento ci riguardano assai da vicino:
- il Decreto attuativo della legge 53/2003 con i connessi problemi gestionali e organizzativi;
…..OMISSIS…..
Il decreto attuativo della Legge 53/2003
Il varo del Decreto attuativo della legge 53/2003 avvenuto il 23 gennaio 2004 apre numerosi problemi di gestione e di organizzazione che metteranno a dura prova la tenuta delle istituzioni scolastiche quali luoghi di erogazione del servizio istituzionale scolastico.
Per la prima volta nella storia del Paese assistiamo alla produzione di misure per la scuola pubblica che si connotano per una logica di sottrazione: di tempo scolastico, di curriculum, di risorse professionali, di organico, di risorse finanziarie.
E tutto ciò avviene in un modo affrettato, forzato, senza un coinvolgimento dei soggetti professionali e dei protagonisti, a vario titolo, del fatto formativo: Dirigenti Scolastici, Genitori, Docenti e Ata, Enti Locali. Anzi, tutto ciò avviene in una situazione di forte protesta di quegli stessi soggetti e protagonisti che si sentono esclusi dalla partecipazione al processo decisionale.
Forzature dei tempi e delle decisioni mettono le scuole e i Dirigenti Scolastici nelle condizioni di non poter interloquire con argomentazioni certe e rassicuranti, fondate su di un chiaro ed esigibile impianto normativo, che deve essere proprio delle istituzioni scolastiche. (…………..)
La scuola e la Dirigenza vengono concepite come terminali ultimi esecutori di decisioni e di scelte che fanno capo ad altri soggetti: il MIUR, le Direzioni regionali, i CSA, gli Enti Locali. L’autonomia delle scuole è mortificata se non annullata dentro uno scenario che non le vede protagoniste: l’attivazione, ad esempio, dell’anticipo nella scuola dell’infanzia è affidata alla concertazione fra Uffici Scolastici e d Enti Locali, senza il coinvolgimento delle scuole.
La stessa offerta formativa, al di là del curriculum obbligatorio ridotto a 27 ore e la cui ridefinizione è ancora tutta da conoscere nelle sue conseguenze anche sulla dotazione professionale, è declassata nella quota facoltativa ad una scelta a domanda individuale da parte delle famiglie: l’attività propria dei Collegi e dei professionisti dell’insegnamento, che consiste nella capacità di lettura dei bisogni di formazione e nella loro traduzione in offerta formativa è di fatto annullata.
La Dirigenza Scolastica ha le sue radici nobili nell’ordinamento dell’autonomia, non è una Dirigenza esecutiva, ma fonda la sua specificità nell’essere espressione di una volontà collettiva di una particolare comunità educativa. E’ a tale comunità, ivi comprese le componenti professionali della scuola, che lo statuto dell’autonomia affida la responsabilità di scelte organizzative e didattiche finalizzate al pieno soddisfacimento del diritto all’istruzione e formazione.
In tale contesto la figura del tutor, ad esempio, non può essere introdotta per Decreto. Essa è questione di organizzazione didattica che attiene alla competenza dei Collegi, ed è questione di organizzazione del lavoro che attiene alla competenza della contrattazione sindacale.Per questo ogni determinazione in merito non può che essere assunta attraverso quei passaggi didattici e contrattuali, che il Decreto tende a conculcare.
In questo quadro, pensiamo che noi dobbiamo interpretare il nostro ruolo nell’ attuale contingenza, lavorando, nel rispetto delle Leggi e dei provvedimenti conseguenti, affinché sia offerto all’utenza il massimo del tempo consentito, affinché sia salvaguardato il massimo della dotazione organica e delle professionalità attualmente a disposizione, affinché l’offerta formativa sia il frutto della elaborazione collettiva dei professionisti della didattica e della cultura e non il casuale affastellarsi delle domande individualistiche e soggettive di una utenza segmentata difficilmente riconducibile ad una dimensione culturale senza l’intervento ordinatore della scuola.

 

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