Al
direttore
del quotidiano il TRENTINO
Alla redazione del quotidiano il TRENTINO
A proposito di
Coadiutore Amministrativo Scolastico…….
L’articolo
apparso sul Vs. giornale venerdì 13 febbraio 2004
riguardante il concorso per coadiutore
amministrativo scolastico ci
offre l’occasione
per una breve riflessione sul personale non
docente che opera nella scuola.
In
particolare la descrizione fatta nell’articolo delle
competenze del coadiutore amministrativo se è
rispondente alla declaratoria del profilo
ufficialmente adottato, non lo è certo nella realtà
del lavoro scolastico.
Certo
l’adattamento della
“ forma”
alla realtà, la descrizione precisa delle
professionalità che servono alla scuola di oggi sono problemi aperti, sia per il
sindacato che per l’amministrazione, e di non
facile soluzione .
Queste
brevi considerazioni non hanno quindi lo scopo di
contestare il
merito dell’articolo, scritto
peraltro con altre finalità,
quanto piuttosto di evidenziare una realtà
che, come spesso succede, è più complessa di quanto
si suppone o si sanziona con i contratti .
E’
luogo comune, che quando si parla di scuola, quello
che immediatamente si evidenzia è la figura
dell’ insegnante che innegabilmente è
la figura professionale prevalente sia nel
numero che nel riconoscimento sociale della funzione
della scuola, dimenticando però, che esistono anche
altri operatori all’interno del sistema scolastico:
il personale ATA (personale Ausiliario, Tecnico,
Amministrativo), che ha competenze specifiche
all’interno di questo servizio.
Quelle
dei non docenti (definizione per negazione che ha
connotato per molti anni queste professionalità) sono
figure che storicamente
hanno avuto nel supporto
alla didattica una funzione primaria e questo ha spesso portato ad
una sottovalutazione del loro ruolo, sia
dal punto di vista dell’apporto
professionale, sia da quello
dei contenuti di autonomia che
questo tipo di
lavoro , soprattutto amministrativo, andava via
via assumendo.
La
recente introduzione dell’autonomia scolastica, e
delle conseguenti funzioni che competono in via
primaria alle singole istituzioni scolastiche,
crediamo abbia definitivamente sgombrato il
campo da equivoci o da “complessi da cenerentola”
Il
dato importante del lavoro amministrativo, come quello
delle altre figure tecniche e ausiliarie, non è
tanto il grado di responsabilità e/o
esecutività, ma
come queste professionalità concorrono ad
attuare il progetto di istituto,
come si relazionano e si integrano,
una concezione
del lavoro quindi
come continua
verifica dei risultati , piuttosto che
di semplici somme di adempimenti , verifica
fatta unitariamente, di cui il Dirigente scolastico è
responsabile.
Dentro
questa cornice non
esistono figure
che hanno
come funzione preminente
quella di
“battere lettere
al computer , spedire
o ricevere
fax , archiviare
documenti” perché la complessità delle
competenze richiede
preparazione adeguata , il più delle volte
fatta con autoaggiornamento o esperienza,
flessibilità – soprattutto di pensiero-
, attitudine al lavoro condiviso.
Cogliamo,
quindi, questa occasione per ribadire la specificità
del lavoro nella scuola che implica un operare a tutto
campo degli operatori in essa presenti e la necessità,
più volte espressa e richiesta, anche in ambito
contrattuale, di riconoscere le molteplici funzioni
che ogni figura professionale si trova obbligata ad
esercitare e di mettere in atto tutte quelle
iniziative per riqualificare tutto il personale ATA
che opera nella
scuola per le competenze ad esso richieste e per i
nuovi compiti che la scuola della autonomia si trova
ad esercitare.
CGIL
Scuola del Trentino
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