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Dal quotidiano    del 27 ottobre 2003

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Centochiavi, meno cemento nel nuovo quartiere
Pronto il dossier Palomar: sull'area ex Atesina piazza, teatro e negozi di vicinato
LA CITTÀ CHE CAMBIA

di Chiara Bert

TRENTO. Dovrà ruotare attorno alla piazza il nuovo quartiere che sorgerà a Centochiavi, sull'area oggi occupata dal garage dell'ex Atesina. Sarà quello il cuore del rione, luogo di aggregazione con un piccolo teatro, spazi per le associazioni e servizi. Case sì, ma non più di una cinquantina, per anziani e giovani coppie. E negozi di vicinato. Queste le conclusioni del dossier che il gruppo di architetti della Palomar consegnerà la prossima settimana al Comune sul futuro dell'area a Trento nord.

L'area Atesina con il garage degli autobus. Due ettari di superficie che attendono di essere riqualificati

Un lavoro frutto di un percorso di informazione e ascolto degli abitanti dei quartieri dei Solteri e di Centochiavi sulla riqualificazione dell'area Atesina, poco meno di 2 ettari di superficie che si libereranno nella primavera 2004, quando Trentino Trasporti traslocherà a Spini di Gardolo. Circa 300 le persone coinvolte in questa primo esperimento di "progettazione partecipata" tra ente pubblico, comunità e privati per scegliere come costruire il nuovo quartiere.
Ora i giovani architetti della Palomar hanno raccolto in un documento quanto emerso in questi mesi di confronto sul territorio: entro venerdì prossimo lo consegneranno all'ufficio urbanistica del Comune, e quella sarà la base per avviare la fase di progetto vero e proprio che sarà affidato all'Itea. Potenzialità e aspetti critici dell'area, attese e timori di chi abita in un quartiere cresciuto troppo in fretta e disordinatamente, con la logica del "prima pensiamo a tirar su le case, poi costruiremo i servizi".
Dare un'anima a Centochiavi, hanno chiesto i cittadini, spazi di socialità e luoghi di aggregazione. Partendo da una cosa semplice, una piazza che diventi il centro del rione. «Si è cercato di recepire le aspettative - spiega il presidente della circoscrizione Centro storico Melchiore Redolfi - e la proposta che ne è uscita è in piena sintonia con le sollecitazioni della circoscrizione. Puntare sugli spazi pubblici, una piazza dove riunire le associazioni, un piccolo teatro, i servizi di quartiere (vigili, servizi sociali)».
Oltre ai singoli cittadini, contattati attraverso un questionario distribuito nelle case, il percorso di partecipazione ha cercato di coinvolgere il più possibile anche associazioni, gruppi giovanili, i bambini delle elementari. Andati a vuoto i primi tentativi, il confronto si è avviato infine anche con gli operatori economici. «Possiamo sopravvivere qui solo se è l'intero quartiere a vivere», hanno detto i piccoli commercianti della zona. Perché a pochi passi dai grandi centri commerciali, i negozi di vicinato - la panetteria, il bar, il tabacchino - hanno bisogno di famiglie che nella zona risiedono e acquistano, non solo di pendolari che passano per andare a lavorare negli uffici di Trento Nord. E far vivere la nuova Atesina sarà la scommessa dell'intero progetto urbanistico, che dovrà quindi porsi anche il problema degli alloggi.
Dieci anni fa, sull'onda dell'emergenza casa, erano oltre 200 gli appartamenti previsti sull'area. «Ma oggi che quell'emergenza non c'è più - sottolinea Redolfi - abbiamo l'occasione di cambiare rotta». Nuovi alloggi sì, «ma non più di quaranta, cinquanta al massimo», avverte il presidente della circoscrizione, «case destinate agli anziani e alle giovani coppie, perché per esistere il quartiere ha bisogno di un mix di presenze, soprattutto famiglie con bambini».
Questa volta, poi, bisognerà partire dal vuoto. Il vuoto che si verrà a creare con il trasferimento del garage dell'Atesina dall'attuale sede di via Marconi all'Interporto di Roncafort. «I Solteri sono la parte più nuova della città - ricorda ancora Redolfi - destinata nei prossimi anni ad un consistente aumento di popolazione. Una zona abitata da giovani famiglie e in cui esiste un forte tessuto associativo. I nuovi progetti dovranno partire da questo dato, recuperando luoghi e momenti di aggregazione per i residenti, in modo che questi non siano costretti a scendere ogni volta in centro storico».
Fin qui le idee, per la prima volta elaborate sul serio partendo dal basso. Dalla prossima settimana la palla passerà all'amministrazione comunale, e all'Itea che dovrà progettare il nuovo quartiere.

 

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