Centochiavi, meno
cemento nel nuovo quartiere
Pronto
il dossier Palomar: sull'area ex Atesina piazza, teatro e negozi di
vicinato
LA CITTÀ CHE CAMBIA
di Chiara Bert
TRENTO. Dovrà ruotare attorno alla piazza il nuovo quartiere che sorgerà
a Centochiavi, sull'area oggi occupata dal garage dell'ex Atesina. Sarà
quello il cuore del rione, luogo di aggregazione con un piccolo teatro,
spazi per le associazioni e servizi. Case sì, ma non più di una
cinquantina, per anziani e giovani coppie. E negozi di vicinato. Queste
le conclusioni del dossier che il gruppo di architetti della Palomar
consegnerà la prossima settimana al Comune sul futuro dell'area a
Trento nord.
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L'area Atesina con il garage degli autobus. Due ettari
di superficie che attendono di essere riqualificati
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Un lavoro
frutto di un percorso di informazione e ascolto degli abitanti dei
quartieri dei Solteri e di Centochiavi sulla riqualificazione dell'area
Atesina, poco meno di 2 ettari di superficie che si libereranno nella
primavera 2004, quando Trentino Trasporti traslocherà a Spini di
Gardolo. Circa 300 le persone coinvolte in questa primo esperimento di
"progettazione partecipata" tra ente pubblico, comunità e
privati per scegliere come costruire il nuovo quartiere.
Ora i giovani architetti della Palomar hanno raccolto in un documento
quanto emerso in questi mesi di confronto sul territorio: entro venerdì
prossimo lo consegneranno all'ufficio urbanistica del Comune, e quella
sarà la base per avviare la fase di progetto vero e proprio che sarà
affidato all'Itea. Potenzialità e aspetti critici dell'area, attese e
timori di chi abita in un quartiere cresciuto troppo in fretta e
disordinatamente, con la logica del "prima pensiamo a tirar su le
case, poi costruiremo i servizi".
Dare un'anima a Centochiavi, hanno chiesto i cittadini, spazi di
socialità e luoghi di aggregazione. Partendo da una cosa semplice, una
piazza che diventi il centro del rione. «Si è cercato di recepire le
aspettative - spiega il presidente della circoscrizione Centro storico
Melchiore Redolfi - e la proposta che ne è uscita è in piena sintonia
con le sollecitazioni della circoscrizione. Puntare sugli spazi
pubblici, una piazza dove riunire le associazioni, un piccolo teatro, i
servizi di quartiere (vigili, servizi sociali)».
Oltre ai singoli cittadini, contattati attraverso un questionario
distribuito nelle case, il percorso di partecipazione ha cercato di
coinvolgere il più possibile anche associazioni, gruppi giovanili, i
bambini delle elementari. Andati a vuoto i primi tentativi, il confronto
si è avviato infine anche con gli operatori economici. «Possiamo
sopravvivere qui solo se è l'intero quartiere a vivere», hanno detto i
piccoli commercianti della zona. Perché a pochi passi dai grandi centri
commerciali, i negozi di vicinato - la panetteria, il bar, il tabacchino
- hanno bisogno di famiglie che nella zona risiedono e acquistano, non
solo di pendolari che passano per andare a lavorare negli uffici di
Trento Nord. E far vivere la nuova Atesina sarà la scommessa
dell'intero progetto urbanistico, che dovrà quindi porsi anche il
problema degli alloggi.
Dieci anni fa, sull'onda dell'emergenza casa, erano oltre 200 gli
appartamenti previsti sull'area. «Ma oggi che quell'emergenza non c'è
più - sottolinea Redolfi - abbiamo l'occasione di cambiare rotta».
Nuovi alloggi sì, «ma non più di quaranta, cinquanta al massimo»,
avverte il presidente della circoscrizione, «case destinate agli
anziani e alle giovani coppie, perché per esistere il quartiere ha
bisogno di un mix di presenze, soprattutto famiglie con bambini».
Questa volta, poi, bisognerà partire dal vuoto. Il vuoto che si verrà
a creare con il trasferimento del garage dell'Atesina dall'attuale sede
di via Marconi all'Interporto di Roncafort. «I Solteri sono la parte più
nuova della città - ricorda ancora Redolfi - destinata nei prossimi
anni ad un consistente aumento di popolazione. Una zona abitata da
giovani famiglie e in cui esiste un forte tessuto associativo. I nuovi
progetti dovranno partire da questo dato, recuperando luoghi e momenti
di aggregazione per i residenti, in modo che questi non siano costretti
a scendere ogni volta in centro storico».
Fin qui le idee, per la prima volta elaborate sul serio partendo dal
basso. Dalla prossima settimana la palla passerà all'amministrazione
comunale, e all'Itea che dovrà progettare il nuovo quartiere.
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