Le nostre
ingorde letture…
Senza andare in ‘gita a Chiasso’, come suggeriva Alberto
Arbasino in un noto articolo apparso sul quotidiano ‘Giorno’ nel
gennaio del 1963, per sprovincializzare le nostre biblioteche, guardando
fuori dalle mura di casa, nella prima metà degli anni settanta dello
scorso secolo buona parte della mia generazione si è dedicata a ingorde
letture, spesso notturne, seguendo fili logici che solo col tempo
acquistavano ragione trasparente.
La scuola di Jasnaia Polijana, Freinet,
don Milani…
Uno dei fili di maggiore interesse ed impegno per me, snodato da
incroci di nodi intricati di pensiero, è stato quello delle esperienze
comunemente dette di educazione antiautoritaria che aveva
nell’esperienza della scuola di Jasnaia Polijana condotta da Lev
Tolstoj uno straordinario punto di partenza anche se motore di spinte
diverse tra loro, date dal connotato che potremmo, per brevità definire
classista, della scuola che accoglieva figli di contadini poveri. Un
aspetto che segna un chiaro legame, fra le altre, con le successive
esperienze di Celestin Freinet e di Don Lorenzo Milani.
Le patate di Summerhill…
La scuola di Summerhill, fondata da Alexxander Neil nel 1921, si
colloca, dentro il filone antiautoritario, fra le più importanti
esperienze che hanno tratto ispirazione dagli insegnamenti di Sigmund
Freud e dalla psicoanalisi. Prossima nel tempo di scoperta e lettura è
stata la singolare storia dell’Asilo Psicoanalitico di Mosca condotta
da Vera Schmidt, emersa alla memoria con la nascita dell’Asilo
autogestito di Porta Ticinese a Milano, fra i cui promotori spicca il
nome di Elvio Facchinelli. Pareva necessario capire come tradurre in
pratica anche nell’educazione le scoperte della psicoanalisi. In
questo senso Summerhill è stata un punto di riferimento per lungo
tempo.
Neill: prima insegnante insoddisfatto
Alex Neill aveva tratto un profondo senso di insoddisfazione
dall’esperienza di insegnante quando utilizzava i tradizionali metodi
di insegnamento, in uso nelle scuole inglesi, autoritari e repressivi
con il loro bagaglio disciplinare che contemplava anche le punizioni
corporali. Lontano da Londra e dalle rive del Tamigi Neill e la moglie
hanno accolto bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni che spesso erano stati
rifiutati dalle altre scuole, ingestibili in famiglia, il più delle
volte con un convinto, radicato ed orgoglioso rigetto per ogni proposta
di insegnamento. Varia era l’opportunità di attività di gioco,
studio, lavoro creativo o anche di ozio. Organizzata e ordinata con
rigore la scuola ed il soggiorno non comportavano per gli ospiti alcuna
adesione obbligatoria alle lezioni e attività.
Via il primato dell’insegnamento…
Sgravata dal primato dell’insegnamento la scuola poteva funzionare
proprio per questa fiducia nel desiderio di azione e nella naturale
spinta alla conoscenza che ogni giovane ha in sé se non è gravato
dalle nevrotiche sollecitazioni di famiglie e scuole che nella
coltivazione malata del senso di colpa fondavano le loro pratiche. Con
serenità e delicatezza Neill ha affrontato le questioni della sessualità
e della masturbazione, affidando grande gioco alle relazioni, alla
collaborazione, allo confronto delle idee e dei vissuti. Ho maturato la
convinzione in riletture successive che il successo dell’azione di
Neill si sia fondata certamente sulla cultura psicanalitica, ma anche
sulla saggezza e sull’esercizio della responsabilità adulta. Neill
curava con passione un orto e ne difendeva l’integrità. Capitava che
qualche bambino gli calpestasse le patate. Non ne era contento e ne
seguivano rimproveri forti e convinti. Era una questione di patate,
delle sue patate. Nessuna ragione di principio, nessun processo alle
intenzioni. Una comprensibile questione di patate calpestate.
Paolo Goffo
dirigente scolastico Direzione didattica Trento II
negli anni ’70/’80 insegnante elementare
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