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Dal mensile    del marzo 2004

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I ragazzi felici di Summerhill

Una rilettura a più mani di un libro ricomparso

 

Letto da:
Paolo Goffo
dirigente scolastico Direzione didattica Trento II
negli anni ’70/’80 insegnante elementare

Quanta libertà è giusto concedere a un bambino, a un ragazzo? E quando la libertà si trasforma in licenza? L’esperienza della scuola “non repressiva” di Summerhill, a cui A.S. Neill ha dedicato la sua esistenza, è un esempio geniale di reinserimento nella società di ragazzi disadattati, il quale dimostra soprattutto che il metodo della libertà funziona… Questo libro suggerisce nuovi significati alle parole amore, approvazione, libertà.

 

Sui tavoli delle librerie è ricomparso in bella mostra il libro su Summerhill. Anche in Trentino. Miraggio o realtà? Non è la copia a geometria vivace del Forum Editoriale (1971) col titolo lapidario “Summerhill” ed il sottotitolo “Il metodo per progredire nell’educazione dei figli – Un libro fondamentale di psicologia e pedagogia tradotto in tutto il mondo”, ma è proprio “quello lì”. Il titolo si è allungato ed esplicitato “I ragazzi felici di Summerhill” ed anche il sottotitolo ha sterzato verso la scuola: “L’esperienza della scuola non repressiva più famosa al mondo”. Una nuova edizione, con la stessa Prefazione di Erich Fromm, ma anche con la Postazione della montessoriana Grazia Honegger Fresco (Presidente dell’Associazione Centro Nascita Montessori e fondatrice dell’omonima scuola per bambini dai due ai dieci anni) dal titolo “Perché ancora Summerhill?”

Appunto: perché ancora Summerhill? Abbiamo semplicemente colto la palla al volo, nel momento in cui si dibatte di centralità del bambino/ragazzo/giovane, di percorsi formativi ed educativi  di libertà e di cittadinanza attiva e di altre tematiche (pensiamo alla musica, al teatro, all’arte, al gioco...) che ritroviamo anche in questo libro, per noi e per tanti altri visto come “faro di utopia” agli inizi degli anni ’70. Da qui, la lettura a più mani: due dirigenti scolastici un po’ “anzianotti” che però a quel tempo o poco dopo erano maestri elementari, e due giovani docenti d’oggi. L’abbiamo inserito nella sezione del “Piacere dell’insegnare”, col commento di Marco Dallari, come una sorta di pausa prima di riprendere con le testimonianze. Ma, in fondo, anche queste sono testimonianze sul “piacere d’insegnare”

 

 

 

 


Le nostre ingorde letture…
Senza andare in ‘gita a Chiasso’, come suggeriva Alberto Arbasino in un noto articolo apparso sul quotidiano ‘Giorno’ nel gennaio del 1963, per sprovincializzare le nostre biblioteche, guardando fuori dalle mura di casa, nella prima metà degli anni settanta dello scorso secolo buona parte della mia generazione si è dedicata a ingorde letture, spesso notturne, seguendo fili logici che solo col tempo acquistavano ragione trasparente.

La scuola di Jasnaia Polijana, Freinet, don Milani…
Uno dei fili di maggiore interesse ed impegno per me, snodato da incroci di nodi intricati di pensiero, è stato quello delle esperienze comunemente dette di educazione antiautoritaria che aveva nell’esperienza della scuola di Jasnaia Polijana condotta da Lev Tolstoj uno straordinario punto di partenza anche se motore di spinte diverse tra loro, date dal connotato che potremmo, per brevità definire classista, della scuola che accoglieva figli di contadini poveri. Un aspetto che segna un chiaro legame, fra le altre, con le successive esperienze di Celestin Freinet e di Don Lorenzo Milani.

Le patate di Summerhill…
La scuola di Summerhill, fondata da Alexxander Neil nel 1921, si colloca, dentro il filone antiautoritario, fra le più importanti esperienze che hanno tratto ispirazione dagli insegnamenti di Sigmund Freud e dalla psicoanalisi. Prossima nel tempo di scoperta e lettura è stata la singolare storia dell’Asilo Psicoanalitico di Mosca condotta da Vera Schmidt, emersa alla memoria con la nascita dell’Asilo autogestito di Porta Ticinese a Milano, fra i cui promotori spicca il nome di Elvio Facchinelli. Pareva necessario capire come tradurre in pratica anche nell’educazione le scoperte della psicoanalisi. In questo senso Summerhill è stata un punto di riferimento per lungo tempo.

Neill: prima insegnante insoddisfatto
Alex Neill aveva tratto un profondo senso di insoddisfazione dall’esperienza di insegnante quando utilizzava i tradizionali metodi di insegnamento, in uso nelle scuole inglesi, autoritari e repressivi con il loro bagaglio disciplinare che contemplava anche le punizioni corporali. Lontano da Londra e dalle rive del Tamigi Neill e la moglie hanno accolto bambini e ragazzi dai 5 ai 15 anni che spesso erano stati rifiutati dalle altre scuole, ingestibili in famiglia, il più delle volte con un convinto, radicato ed orgoglioso rigetto per ogni proposta di insegnamento. Varia era l’opportunità di attività di gioco, studio, lavoro creativo o anche di ozio. Organizzata e ordinata con rigore la scuola ed il soggiorno non comportavano per gli ospiti alcuna adesione obbligatoria alle lezioni e attività.

Via il primato dell’insegnamento…
Sgravata dal primato dell’insegnamento la scuola poteva funzionare proprio per questa fiducia nel desiderio di azione e nella naturale spinta alla conoscenza che ogni giovane ha in sé se non è gravato dalle nevrotiche sollecitazioni di famiglie e scuole che nella coltivazione malata del senso di colpa fondavano le loro pratiche. Con serenità e delicatezza Neill ha affrontato le questioni della sessualità e della masturbazione, affidando grande gioco alle relazioni, alla collaborazione, allo confronto delle idee e dei vissuti. Ho maturato la convinzione in riletture successive che il successo dell’azione di Neill si sia fondata certamente sulla cultura psicanalitica, ma anche sulla saggezza e sull’esercizio della responsabilità adulta. Neill curava con passione un orto e ne difendeva l’integrità. Capitava che qualche bambino gli calpestasse le patate. Non ne era contento e ne seguivano rimproveri forti e convinti. Era una questione di patate, delle sue patate. Nessuna ragione di principio, nessun processo alle intenzioni. Una comprensibile questione di patate calpestate.

Paolo Goffo
dirigente scolastico Direzione didattica Trento II
negli anni ’70/’80 insegnante elementare

 

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