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Dal quotidiano    del 3 febbraio 2004

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Il caso di Gardolo: «A scuola si fa formazione»
«Storia sì, Corano no»

«A scuola i bambini vengono per imparare la matematica, l´italiano, la storia. Nessuno ci ha mai chiesto di insegnare loro il Corano o le tradizioni islamiche». Paolo Goffo, dirigente scolastico del circolo didattico Trento 2, che comprende le elementari Pigarelli, Sant´Anna di Gardolo e Solteri, risponde indirettamente all´imam Breigheche che domenica, durante la festa del sacrificio, si era lamentato circa la mancanza dell´insegnamento della lingua e della cultura islamica nelle scuole trentine.
«A scuola si fa prima di tutto formazione; è questo che ci chiedono i genitori» puntualizza Goffo, preside di tre scuole elementari dove più del 10 per cento degli alunni iscritti (85 su 650) è di nazionalità straniera. Il circolo Trento 2, per altro, è uno dei più attivi nel proporre progetti di integrazione nell´ambito delle ore scolastiche. Da qualche anno esiste addirittura un protocollo per l´accoglienza degli alunni stranieri che prevede l´accompagnamento dell´alunno e della famiglia durante la fase di iscrizione, prima conoscenza e inserimento. Inoltre, il circolo ha inaugurato il progetto «Aula intercultura» dove gli alunni di nazionalità straniera si ritrovano per formare gruppi di integrazione linguistica e culturale.
«Il fine ultimo - precisa comunque Goffo - è quello di attivare percorsi di apprendimento, per integrare le loro conoscenze di base». Perché la scuola - tiene a sottolineare - prima di tutto deve dare istruzione. «Solo in tema di alimentazione - continua il dirigente scolastico - abbiamo avuto richieste precise da parte dei genitori di alunni musulmani, e cioè che non venga data loro carne di maiale».
La sempre maggior presenza di bambini stranieri ha comunque modificato la scuola negli ultimi vent´anni. «Non c´è dubbio che l´immigrazione abbia portato a dei cambiamenti all´interno del modo di fare istruzione in Italia - conclude Goffo, - ma non dimentichiamo che in questo periodo c´è stata comunque una maturazione sociale, che ha portato a sviluppare una sensibilità più europeista e mondialista».
D.B.

 

DIREZIONE DIDATTICA TRENTO 2