Il caso di
Gardolo: «A scuola si fa formazione»
«Storia sì, Corano no» |
«A scuola i bambini
vengono per imparare la matematica, l´italiano, la storia. Nessuno ci
ha mai chiesto di insegnare loro il Corano o le tradizioni islamiche».
Paolo Goffo, dirigente scolastico del circolo didattico Trento 2, che
comprende le elementari Pigarelli, Sant´Anna di Gardolo e Solteri,
risponde indirettamente all´imam Breigheche che domenica, durante la
festa del sacrificio, si era lamentato circa la mancanza dell´insegnamento
della lingua e della cultura islamica nelle scuole trentine.
«A scuola si fa prima di tutto formazione; è questo che ci chiedono i
genitori» puntualizza Goffo, preside di tre scuole elementari dove più
del 10 per cento degli alunni iscritti (85 su 650) è di nazionalità
straniera. Il circolo Trento 2, per altro, è uno dei più attivi nel
proporre progetti di integrazione nell´ambito delle ore scolastiche. Da
qualche anno esiste addirittura un protocollo per l´accoglienza degli
alunni stranieri che prevede l´accompagnamento dell´alunno e della
famiglia durante la fase di iscrizione, prima conoscenza e inserimento.
Inoltre, il circolo ha inaugurato il progetto «Aula intercultura» dove
gli alunni di nazionalità straniera si ritrovano per formare gruppi di
integrazione linguistica e culturale.
«Il fine ultimo - precisa comunque Goffo - è quello di attivare
percorsi di apprendimento, per integrare le loro conoscenze di base».
Perché la scuola - tiene a sottolineare - prima di tutto deve dare
istruzione. «Solo in tema di alimentazione - continua il dirigente
scolastico - abbiamo avuto richieste precise da parte dei genitori di
alunni musulmani, e cioè che non venga data loro carne di maiale».
La sempre maggior presenza di bambini stranieri ha comunque modificato
la scuola negli ultimi vent´anni. «Non c´è dubbio che l´immigrazione
abbia portato a dei cambiamenti all´interno del modo di fare istruzione
in Italia - conclude Goffo, - ma non dimentichiamo che in questo periodo
c´è stata comunque una maturazione sociale, che ha portato a
sviluppare una sensibilità più europeista e mondialista».
D.B. |