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Il progetto
cooperativo di scambio culturale, finanziato dalla Comunità europea,
coinvolge direttamente la scuola elementare “Solteri” del circolo
didattico Trento 2 in un gemellaggio con ragazzi e personale docente
di due istituti scolastici di Norimberga (Germania), uno di Brǿndby
(Danimarca) ed uno di Panevezys in (Lituania).
Obiettivo di un lavoro, partito l’anno scorso e che si concluderà
il prossimo è, come dice il motto scelto per identificarlo, “Living
better togheter”, cioè “Vivere meglio assieme”.
In concreto per i quattro istituti coinvolti significa progettazione
di un lavoro triennale che porterà i bambini, in tappe successive, a
scoprire meglio se stessi e gli altri, partendo da una dimensione
prima intima, personale e familiare per arrivare poi, attraverso la
scoperta del proprio territorio, della propria Nazione e degli altri
Stati alla consapevolezza, di più ampio respiro, di accrescere dentro
ciascuno un forte spirito d’appartenenza alla sempre più allargata
comunità europea.
Un lavoro che prevede scambi periodici di materiale, come per esempio
libri redatti dagli alunni, contenenti ricettari con specialità
tipiche, informazioni sulle diverse tradizioni, sui costumi, sulle
abitudini e sulle curiosità delle Nazioni interessate. Produzioni
mediatiche, videoriprese e creazioni di CD-ROM, hanno ulteriormente
accresciuto il livello di comunicazione fra i quattro partner, oltreché
creare motivo di stimolo professionale per tutti i docenti coinvolti
nel progetto. Tutto il materiale sarà raccolto in un vero e proprio
“Diario della Pace” che poi sarà tradotto nelle lingue delle
scuole gemellate.
Per
iniziare: 25 coetanei stranieri a Solteri
Il lavoro, tanto ambizioso quanto faticoso, ha avuto il primo momento
importante nelle giornate del 4-5-6-7-8 ottobre 2003, quando si è
avuto il primo “reale” contatto fra le scuole: 25 bambini
stranieri, accompagnati da una rilevante rappresentanza
d’insegnanti, si sono ritrovati nel plesso dei Solteri per
incontrare i loro amici italiani.
Una “full immersion” di carattere europeo in cui, a lezioni in
classe o nei diversi laboratori della scuola, gli ospiti hanno
alternato momenti culturali, come la visita alla città di Trento o al
MART di Rovereto o, più semplicemente, momenti di svago, come le
uscite in montagna o al lago di Garda.
La generosa disponibilità ed il coinvolgimento di molte famiglie
della zona, che si sono prodigate nell’ospitare tutti i ragazzi,
hanno dimostrato una volta di più che è concretamente possibile il
dialogo fra il mondo della scuola e tutta la comunità.
Al momento dei saluti ufficiali erano presenti personalità del mondo
della scuola, dal Sovrintendente Marcantoni al suo collega tedesco
Hans Georg Kunkte, oltre al dirigente scolastico del circolo Trento 2
Paolo Goffo e ai colleghi lituano e danese. Per le istituzioni
cittadine vi era l’assessore comunale Pegoretti e il presidente
della Circoscrizione Centro Storico-Piedicastello, Redolfi.
Quest’ultimo ha auspicato la possibilità di allargare lo scambio
interculturale esistente fra queste scuole, creando un gemellaggio che
vada oltre la scuola e abbracci l’intera Circoscrizione.
Per tutti una certezza: scambi come questi aiutano la crescita dei
ragazzi, facilitano il dialogo fra i “cittadini del futuro” e
conducono l’insegnamento ad una dimensione più europea.
Andrea Bombardelli
Insegnante scuola elementare Solteri
Per me
Comenius è…
Bambini protagonisti: commenti a caldo
“Col progetto Comenius ho
conosciuto bambini danesi, lituani e tedeschi….con loro abbiamo giocato,
cantato e mangiato. Abbiamo anche comunicato con i gesti!”
Giorgia Maurina
“L’esperienza del
gemellaggio con i bambini della Germania, della Lituania e della Danimarca è
stata bellissima, perché ho potuto giocare insieme a loro. Anche se parlavano
lingue diverse ci siamo capiti lo stesso.”
Sara Brida
“Per me questo gemellaggio
significa stare insieme e vivere in pace con bambini di altri Paesi.”
Eros Mattivi
“Partecipando a questo
progetto, ho capito che è bello conoscersi e fare amicizia. Ho imparato
qualche parola di una nuova lingua e ho avuto la possibilità di conoscere le
usanze di alcuni popoli.”
Nicola Tomedi
“Il progetto Comenius per
me vuol dire : imparare più facilmente le lingue e stare insieme più che
possiamo con gli altri, ma anche se vanno via noi li ricorderemo sempre”.
Enrico Bolognini
“Comenius per me significa
incontrare bambini, ma soprattutto bambine, di altri Stati europei con cui
riuscire a fare amicizia anche se non parlano italiano. Grazie al’inglese,
riusciamo comunque un po’ a capirci”.
Alice Pisoni
“Per me il Comenius è un
modo di comunicare con altri bambini europei e di incontrare nuovi amici”.
Annalisa Chistè
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