Hanno sorvolato
il ghiacciaio dell´Adamello e si sono adagiati nel giardino di
Cesare Albertini
Bambini messaggeri di pace
A Gardolo i palloncini degli alunni di Sondrio - Il viaggio
Dalle Pigarelli la risposta, ma a mezzo posta |

Cesare Albertini
con i palloncini
degli alunni di Sondrio
(foto Muñoz)
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Di ANDREA MANFREDI
Anche il vento sembra soffiare a favore della pace. Un vento che ha portato,
caso più unico che raro, sulle proprie ali una trentina di palloncini
colorati con attaccati dei messaggi di pace da una scuola al di là dei monti
per lasciarli delicatamente cadere su un giardino adiacente ad un´altra
scuola lontana centinaia di chilometri.
Questo è quanto accaduto a Gardolo quando il signor Cesare Albertini, che se
ne stava tranquillo seduto al tavolo del suo grazioso giardino con la moglie,
ha visto, come al rallentatore, adagiarsi sull´erba del suo giardino dei
misteriosi palloncini.
Sorpreso si è avvicinato agli strani visitatori ed ha scoperto che tra i
colori c´erano dei messaggi. Li ha aperti e si è trovato di fronte a dei
disegni fatti da bambini che avevano come tema la pace.
Sul retro di uno di questi Cesare, un signore dall´aria gentile, ha letto la
provenienza del «regalo»: scuola elementare «Tullio Bagiotti» di Castione
Andevenno e scuola elementare di Colorina, entrambe in provincia di Sondrio.
Due scuole che, in occasione della nona edizione della Marcia della Pace,
hanno voluto affidare al vento i propri desideri.
Allora Cesare Albertini ha capito che quel regalo era per altri bambini, pochi
metri più in là, ed ha consegnato i messaggi alla scuola elementare «Pigarelli»
dove suo figlio è stato, nell´81, uno dei primi iscritti.
Albertini sembra quasi ancora non credere a quello che è accaduto: «pensate
che questi palloncini hanno superato tutto il ghiacciaio dell´Adamello, a
3.500 metri d´altezza, per cadere nel mio giardino». Per Cesare «questo è
un messaggio di buon augurio alla pace, se ci conosciamo ci vogliamo un po´
più bene». L´uomo sorride guardando il cielo e aggiunge: «la pace serve
soprattutto ai bambini, ormai per noi è una chimera».
Per il direttore delle Pigarelli, Paolo Goffo, siamo di fronte «ad un
desiderio di tenere i contatti». Per Goffo, forse, non bastano più i nuovi
sistemi di comunicazione «forse bisogna tornare all´antico - dice sorridendo
- magari ai piccioni».
Ma andiamo a sentirli i bambini alla scuola Pigarelli. Qui una maestra,
Gabriella, ci mostra i disegni che infondono una grande tenerezza e dimostrano
una grande sensibilità. Tra i colori dei pastelli si leggono messaggi come «Benvenuti
bambini bianchi, neri, gialli, insieme grideremo viva la pace» o «la pace
sotto l´arcobaleno rende il mondo più sereno». Cristina ha scritto sul suo
disegno «Pace si fa», mentre Michele non ha scritto niente perché il suo
arcobaleno vale più di mille parole.
Adesso i bambini di Gardolo vogliono rispondere agli alunni di Sondrio. Denni,
un bambino sorridente con la maglia dell´Inter, spiega che non restituiranno
i messaggi attraverso i palloncini «perché possono andare chissà dove» e
allora Mirco, diligentemente, precisa che saranno mandati attraverso l´ufficio
postale. Gli alunni di Gardolo manderanno ai coetanei di Castione Andevenno
una lettera su cui scriveranno, ci dice a voce bassa Susanna, una filastrocca
sulla pace.
Se questi saranno gli uomini di domani forse allora per l´arcobaleno della
pace c´è ancora qualche speranza.
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