Carissimo, carissima
è un periodo particolarmente delicato per la scuola
italiana come ben sanno coloro che, come te, vi sono direttamente
impegnati. Mantenere un’attenzione verso i diritti dei bambini e
delle bambine, verso una scuola di qualità, che accolga tutti, che
insegni a convivere valorizzando e integrando le diversità, che sappia
garantire il diritto all’istruzione ha un valore strategico per il
futuro delle giovani generazioni e del nostro Paese.
E’ quello che grazie al nostro patrimonio di
esperienze e compatibilmente con le nostre risorse siamo impegnati/e a
fare ogni giorno. Cerchiamo di sostenere il lavoro a scuola attraverso la
nostra produzione editoriale (rivista, quaderni, sito…), promuoviamo
incontri, convegni, iniziative di formazione. Cerchiamo di rendere
visibile e di diffondere nella società il nostro pensiero e le nostre
proposte collaborando con altri soggetti impegnati a difendere la
centralità della funzione sociale della scuola. Cerchiamo di curare le
forme organizzative che ci permettono di continuare ad esser-ci.
In questo nostro articolato lavorio, verifichiamo
spesso che l’MCE gode di un diffuso prestigio, non solo in riferimento
ad un passato "importante", ma anche per una presenza autonoma e
originale rispetto all’attualità.
Tuttavia questo prestigio stenta a tradursi in forme di
adesione e di partecipazione attiva alla vita del Movimento.
E questo rischia di renderci più deboli di quanto le
nostre potenzialità permetterebbero.
Vorremmo capire un po’ meglio le ragioni di tutto
questo e provare ad invertire la tendenza.
Abbiamo bisogno della tua cooperazione e di un primo
aiuto in due direzioni concrete:
* come prima cosa ti chiediamo ancora una volta di
sostenere l’attività del Movimento rinnovando la tua iscrizione, se
non l’hai già fatto, e promovendo l’adesione di altri.
Purtroppo dobbiamo registrare un forte ritardo dell’editore
nella spedizione della rivista, cosa che in questo momento rischia di
penalizzarci non poco. Il numero 1/03 è pronto dal 20 marzo, il numero
2/03 è in stampa e il n3/03 è in dirittura d’arrivo. I numeri
arriveranno tutti, purtroppo in ritardo, ma non dipende da noi.
Ricordiamo però a tutti che il sito documenta
regolarmente l’attività del Movimento e che ad esso si possono inviare
le persone che sono interessate; inoltre con frequenza mensile inviamo ai
soci una news telematica e a giorni invieremo a tutti gli iscritti la
seconda news cartacea. A proposito di mezzi telematici: invitiamo tutti ad
iscriversi alla mailing list del sito e ad inviarci al più presto il
proprio indirizzo e-mail.
* ti chiediamo inoltre di aiutarci nella nostra analisi
della situazione del movimento rispondendo al questionario allegato e di
farcelo avere entro il mese di maggio. I dati emersi ci aiuteranno
anche a predisporre la prossima assemblea annuale. Ti anticipiamo che
abbiamo in animo di preparare l’assemblea attraverso l’invio ai soci
con congruo anticipo di un documento di discussione, un po’ le tesi del
mce per la fase che stiamo attraversando. In quell’ambito un congruo
spazio sarà riservato al tema dell’identità mce, delle forme dell’appartenenza,
della congruenza tra principi ispiratori, proposte attuali e forme dell’organizzazione.
*ti rinnoviamo l’invito a tenerti in ogni caso in
contatto con l’mce: puoi scriverci, raccontare e scambiare le tue
esperienze, inviarci proposte, partecipare alle iniziative, contattare il
gruppo territoriale a te più vicino…
Allora, noi aspettiamo. Tu che fai?
Un caro saluto
La Segretaria Nazionale
Diana Cesarin
, si è
tenuto l’incontro di segreteria allargata previsto in concomitanza della
manifestazione .Dato lo sciopero dei treni abbiamo concentrato i lavori
alla sola mattinata.
Erano presenti: Diana Cesarin Clara Pagnotta, Gabriella
Romano, Rinaldo Rizzi. (per la segreteria Nazionale), Diana Penso,
Simonetta Fasoli, Mirella Grieco, Cristina Contri, Nicoletta Lanciano.
Ha aperto l’incontro la Segretaria Nazionale Diana
Cesarin con alcune informazioni sull’attività svolta dall’’assemblea
di Orvieto ad oggi :
Sul piano interno: realizzazione del
depliant, avvio dei lavori della redazione del sito, invio della prima
news cartacea dell’anno e delle prime due news telematiche, avvio
campagna iscrizioni, progetto di informatizzazione del centro di
documentazione, migliorie nella sede nazionale.
Sul piano dei rapporti con altre associazioni:
l’interassociativa allargata (MCE, CIDI, LEGAMBIENTE SCUOLA E
FORMAZIONE, AIMC, FNISM, UCIM, ADI, APEF, DIESSE) è arrivata, dopo un
controverso percorso, alla firma della richiesta al ministro di un
forum dell’associazionismo pedagogico, esclusivamente inteso come
luogo di interlocuzione e di espressione della pluralità delle voci
dell’associazionismo professionale pedagogico; l’interassociativa
"storica" prosegue nel percorso di confronto con
i sindacati della scuola CGIL, CISL, UIL E SNALS ; con LEGAMBIENTE
SCUOLA E FORMAZIONE, dopo il seminario di novembre, si è
finalmente svolto il convegno nazionale "Educare è
difficile". Inoltre, su proposta della CGIL confederale, si
è costituito il comitato promotore per la manifestazione sulla
scuola pubblica che vede L’MCE, IL CIDI, LEGAMBIENTE insieme ad
altri soggetti
Sul piano istituzionale: audizioni, prese di
posizione, iniziative autonome o in collaborazione con altri contro la
riforma Moratti.
Obiettivo della riunione è anche mettere a fuoco il clima
nelle scuole, l’impatto della riforma, della sperimentazione ecc. e
ragionare una volta di più sull’atteggiamento da tenere come MCE,
anche articolandolo rispetto ai diversi livelli.
E sui diversi livelli si è articolata la ricca
discussione della segreteria allargata che qui cerchiamo di restituire in
estrema sintesi.
RIFLESSIONI POLITICHE
Che cos’è oggi la democrazia, come sta
mutando? Non si tratta solo di leggere le tendenze autoritarie della
maggioranza di governo, ci sono mutamenti in atto nel rapporto tra stato,
cittadini, forme e soggetti della rappresentanza, movimenti, partiti…
L’MCE dovrebbe riflettere sul rapporto tra partecipazione-volontariato-militanza
per riflettere sulla propria ragione d’essere e funzione in rapporto
alla questione della democrazia. L’MCE può essere considerato un
"corpo intermedio"?
Sul percorso con la CGIL: la CGIL sulla scuola non può
intervenire da sola. Quindi cerca nelle associazioni un supporto politico,
teorico, culturale. Questo può rappresentare per l’MCE una proposta di
dialettica giusta e opportuna. Ma l’MCE deve confrontarsi anche con
altre forze.
E’ bene essere stati in questo percorso e continuare
ad esserci, ma si avverte un rischio di strumentalità da tener ben
presente; d’altro canto non basta la CGIL da sola a fare la centralità
della scuola.
In una fase così difficile è importante per l’MCE
coltivare le alleanze: il rapporto con le altre associazioni, il rapporto
privilegiato con LEGAMBIENTE e quello con la CGL. Occorre lavorare per
mantenere il carattere confederale - e quindi largo, aperto- della
mobilitazione della CGIL sulla scuola
Che cosa distingue la funzione del sindacato da quella
dell’associazionismo pedagogico? Il sindacato si occupa delle forme
dell’organizzazione del lavoro, l’associazionismo si occupa del
contenuto dell’organizzazione del lavoro nella dimensione quotidiana
della professione docente. Su questo va rivendicata la distinzione e il
primato dell’associazionismo. Nella scuola forme dell’organizzazione e
contenuto della professionalità sono evidentemente intrecciate e in
questo si fonda la possibilità della collaborazione.
RIFLESSIONI SULLA NOSTRA SPECIFICITA’
Allo stesso tempo l’MCE deve lavorare sulla
dimensione quotidiana, professionale e didattica che comporta anche
investire energie nei rapporti con il territorio.
La società ha sempre più bisogno del contributo che l’MCE
potrebbe dare, ma paradossalmente, da un punto di vista quantitativo,
assistiamo a un progressivo indebolimento dell’associazione. Ad esempio
c’è un’evidente difficoltà a organizzarci a livello regionale (come
i cambiamenti in atto richiederebbero). Da qui alla prossima assemblea
occorre :
riflettere, a partire dal nesso partecipazione-
volontariato- militanza, sui motivi del calo numerico progressivo
centrare sulla scuola e sugli insegnanti, e
approfondire le ragioni della difficoltà a trovare e a narrare
esperienze significative .
Bisognerebbe anche che la segreteria trovasse i modi di
far affiorare l’identità del MCE "sparso per l’Italia",
anche attraverso un programma di contatti e di visite.
Più che un problema di identità, abbiamo un problema
di appartenenza, che riguarda le modalità e le forme di concepire,
rappresentare e agire il rapporto con l’MCE .
Il rapporto tra livello nazionale e gruppi cooperativi
andrebbe letto come rapporto tra sintesi politica e esperienze elaborate
nei gruppi. Non è solo un problema di funzionalità, è anche – e forse
soprattutto- un problema di senso. Il paradosso visibilità/indebolimento
si supera se ognuno fa la sua parte. Ancora una volta si tratta di
condividere e di darsi priorità, oggetti, contenuti.
LA SCUOLA E LA RIFORMA MORATTI
Per quanto riguarda il clima nelle scuole, l’impressione
che ha ricavata anche attraverso le tante assemblee sindacali condotte
Cristina Contri ( distaccata CGIL a Modena) è poco confortante : c’è
poco fermento, poco entusiasmo, una situazione sospesa, di calma piatta. Eppure
la scuola soffre: c’è una grande frammentazione, micro e
macroconflittualità, scarsa consapevolezza dei guasti che questa riforma
produrrà…
E c’è il turn-over: nell’arco di pochi anni un
terzo degli insegnanti attualmente in servizio andrà in pensione. La
maggior parte dei nostri iscritti/e sta in quella fascia: come passiamo
il testimone? Il problema della frattura generazionale, in questo
senso, riguarda anche noi. E’ vero che c’è il problema di
salvaguardare un patrimonio e di trasmetterlo. Ma c’è ancora
motivazione e ci sono spazi per l’aggiornamento, l’autoformazione, per
quel lavorio fra insegnanti attraverso il quale si è formata una larga
fascia di iscritti MCE?
Bisogna ri-zoomare sulla scuola e sugli insegnanti e
a partire da lì affrontare la riforma.
I decreti attuativi sono imminenti. Sulla riforma
Moratti: la prima cosa da fare è mettere a punto una critica articolata e
approfondita. Capire bene qual è il danno che si sta producendo,
prima di pensare a ridurlo e a farci i conti . E’ necessario riflettere
sulla teoria della personalizzazione, bisogna disambiguare i testi
ministeriali, riflettere e curare molto il passaggio dal dichiarato all’agito,
dal dire al fare. . E la riflessione deve partire dal confronto sul modello
di scuola e di società. Nella "personalizzazione"
proposta/imposta non c’è il contesto, non c’è l’approdo comune,
non c’è partenza comune. Per questo il rischio serio è quello di un
sistema dell’istruzione che ratifica le differenza di partenza, che non
promuove. Bisognerà capire bene come l’autonomia degli istituti
potrà essere utilizzata per ridurre la frammentarietà e la
discriminazione (per esempio riducendo il ventaglio dei laboratori,
rafforzando le forme di autovalutazione, promuovendo reti di scuole,
salvaguardando la qualità della didattica…)
La realtà che abbiamo di fronte non è così
monolitica e questo forse può aiutare . Molte cose si muovono non sempre
dello stesso segno. Ad esempio nelle scuole circolano soldi, privati e
pubblici. Spesso vengono usati per cose pessime, però ci sono anche molti
scambi con l’estero e questa è una buona opportunità. Dobbiamo
allargare il confronto e la partecipazione.
Bisogna parlare anche ai genitori di quello che
sta accadendo e l’MCE potrebbe farsi promotore di una lettera aperta ai
genitori insieme al CGD.