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INDIRIZZI ALLE ISTITUZIONE SCOLASTICHE DEL TRENTINO
PER L'APPLICAZIONE DEL PROTOCOLLO D’INTESA MIUR - PAT

16 OTTOBRE 2002
Il Protocollo d’Intesa MIUR – PAT consente l’attivazione nella scuola elementare e media della Provincia autonoma di Trento di percorsi di studio sperimentali finalizzati a favorire i processi di continuità e di orientamento e, nella scuola superiore, la riorganizzazione dei Piani di studio a garanzia della differenziazione dei percorsi in un sistema organico e integrato che faciliti i passaggi fra i diversi ordini e indirizzi di studio.

Nell’attesa della riforma degli ordinamenti scolastici e dei curricoli di istruzione, le Scuole della Provincia di Trento possono definire il Progetto d'istituto anche adottando soluzioni innovative rispetto agli ordinamenti vigenti per dare risposte efficaci alle esigenze rilevate sia dall’azione di autoanalisi dell’Istituto che dalle indicazioni per il miglioramento della qualità del sistema suggerite dal Comitato Provinciale di valutazione del sistema scolastico.

I nuovi spazi di sperimentazione rafforzano l’autonomia scolastica, ampliano le opportunità di sviluppo e di valorizzazione del modello di istruzione trentino, favoriscono la condivisione critica delle ragioni del cambiamento ipotizzato dalle proposte di riforma della scuola italiana

Sono nuovi spazi di decisionalità responsabile delle scuole a sostegno della loro progettualità che richiedono chiari indirizzi atti ad orientare l’insieme delle azioni di sperimentazione e di ricerca dei singoli Istituti.

IL CAMBIAMENTO IN ATTO

Il sistema scolastico trentino è un sistema basato su un'ampia autonomia assegnata alle Istituzioni scolastiche, che assumono la responsabilità dei risultati raggiunti dal singolo istituto in coerenza con gli obiettivi di sistema fissati dalla Amministrazione provinciale.

L'autonomia scolastica ha dato origine ad un sistema d'istruzione articolato e policentrico nel quale ogni istituzione può darsi propri modelli non solo organizzativi e gestionali ma anche curricolari e disciplinari, nei limiti previsti dalla norma e con l’obiettivo di elevare gli standard qualitativi.

Con il nuovo sistema delle istituzioni scolastiche autonome si riconosce la singola scuola quale comunità culturale e formativa che interagisce con la più vasta comunità sociale e civile nell'ottica tracciata dalla legge delega 477 del 1973.

La scuola autonoma si lega con autorevolezza al territorio e diventa snodo centrale dei Patti Formativi Territoriali finalizzati a coinvolgere tutte le agenzie presenti nella comunità, in funzione della crescita equilibrata dei giovani, favorendo la loro integrazione di cittadini attivi nel tessuto sociale ed economico.

Le scuole hanno avviato un processo di cambiamento che muove nella direzione di un aggiornamento dell’organizzazione didattica e dei curricoli di studio per adeguarli alle esigenze di una società dove tutto è in rapida evoluzione.

L’autonomia scolastica ha permesso di introdurre, in termini diffusi e significativi, la pratica della ricerca-azione autonoma e responsabile, della sperimentazione tesa a qualificare l’offerta formativa aprendo la strada a nuovi comportamenti professionali dell’insegnante,  del dirigente e del personale amministrativo, tecnico e ausiliario.

La progettualità ha richiesto e richiede capacità e attenzione alla individuazione delle esigenze dei ragazzi, delle famiglie, della comunità e del territorio, ha richiesto e richiede la differenziazione dei percorsi formativi in un quadro di crescente integrazione dei diversi segmenti scolastici per facilitare e orientare il passaggio fra i diversi gradi, ordini e indirizzi.

LA FUNZIONE DOCENTE: NUOVA DIMENSIONE DA VALORIZZARE

Le Istituzioni scolastiche autonome in Provincia di Trento hanno un’assegnazione di risorse di personale, finanziarie e di attrezzature tali da consentire una progettualità di alto profilo tesa all’efficacia e all’efficienza del sistema formativo ed alla ricerca di soluzioni innovative.

L’evoluzione del sistema culturale, sociale ed economico rende d’altro canto opportuna una ridefinizione dell’assetto organizzativo delle istituzioni scolastiche, che consenta di dare piena attuazione alle innovazioni che la scuola trentina ha saputo proporre negli ultimi anni, di rispondere con efficacia alle richieste di un territorio inteso come comunità in crescita, di adeguare l’offerta del sistema scolastico locale alle aspettative dell’utenza ed a bisogni formativi sempre più articolati e consapevoli.

L’Intesa MIUR-PAT apre in questa direzione nuovi spazi, che trovano ragione ed impulso nella professionalità e nella cultura progettuale degli operatori scolastici, nel livello di integrazione della scuola nel territorio di competenza, nel grado di partecipazione delle diverse componenti scolastiche alla costruzione di un progetto formativo efficace ed organico, espressione di un processo di innovazione e di crescita finalizzato al perseguimento di livelli di eccellenza nell’offerta formativa e all’implementazione della qualità dell’intero sistema scuola trentino

Risorsa imprescindibile per l’avvio ed il consolidamento di tale processo sono le competenze e la professionalità del corpo docente e del dirigente scolastico, che hanno la responsabilità in ordine agli obiettivi ed alle finalità del Progetto di Istituto, all’individuazione di modelli organizzativi coerenti ed efficaci, all’utilizzo qualificato delle risorse interne ed esterne, alla realizzazione di reti territoriali di relazioni culturali e professionali.

Si delinea, in questo scenario di autonomia scolastica, una nuova professionalità del docente e del dirigente scolastico che, liberata da vincoli normativi troppo rigidi, vuole impegnare nuove energie prima compresse o comunque non adeguatamente valorizzate.

Il docente, in questa fase di cambiamento, vive una duplice percezione: da una parte di timore per l'ambizioso ruolo da assumere, dall'altra di orgoglio e di entusiasmo perché  può dare concretezza all'innovazione e alla progettazione di una scuola più aderente ai tempi  e ai bisogni dei cittadini.

Per questo deve essere guidato da una chiara idea di autonomia intesa come un mezzo per raggiungere le finalità proprie della scuola, con la consapevolezza che la centralità e la focalizzazione del lavoro del docente non cambia: il fine continuerà ad essere l’alunno considerato come soggetto e protagonista di un percorso che il docente deve assecondare e guidare.

Al docente sono richieste competenze e responsabilità nuove nella ricerca dei mezzi, degli itinerari, delle metodologie didattiche, nel sostanziare la relazione educativa e nella realizzazione del clima della scuola

Un impegno che non può essere assolto individualmente, ma che richiede un’azione integrata di collaborazione, di complementarità, di collegialità per attivare progetti organici in modo sempre più attento e consapevole, di responsabilizzazione verso la scuola e verso i destinatari del servizio, alunni e genitori.

La nuova dimensione docente che si andrà così delineando sarà supportata e rafforzata dall’uso strategico di strumenti contrattuali e da interventi di formazione e aggiornamento, anche di sistema e di reti di scuole, capaci di coinvolgere l’intera categoria su una riflessione ampia e partecipata.

GLI OBIETTIVI

Il Quinto Rapporto sul sistema scolastico trentino del Comitato Provinciale di Valutazione  Oltre la qualità diffusa ha indicato tre grandi direttrici di azione per lo sviluppo della scuola trentina:

1.      assicurare a tutti i giovani un’adeguata formazione fino ai 18 anni con il conseguimento di autentiche competenze e di un titolo di studio dopo l’obbligo;

2.      migliorare la qualità del sistema;

3.      rendere la spesa più efficace.

Le Scuole sono impegnate nella qualificazione del servizio scolastico per il raggiungimento dei seguenti obiettivi di sistema che si collocano all’interno delle tre direttrici sopra richiamate:

·       garantire a tutti i ragazzi un percorso formativo di almeno 12 anni da completarsi con l’acquisizione di un diploma o con la prosecuzione degli studi superiori a livello universitario o parauniversitario;

·       assicurare un livello qualificato degli apprendimenti puntando all’eccellenza delle scuole, dei docenti e dei ragazzi;

·       migliorare l’utilizzo delle risorse nel processo di ammodernamento e di qualificazione del servizio scolastico.

L’attività di ricerca e di sperimentazione resa possibile dal Protocollo di Intesa MIUR-PAT  potrà coinvolgere significativamente tutti gli operatori scolastici e potrà creare nelle singole scuole un clima positivo di confronto professionale indispensabile alla implementazione critica delle innovazioni e delle riforme.

I CONTENUTI e I PERCORSI DI INNOVAZIONE

I contenuti dell’innovazione vanno individuati dalla Istituzione scolastica nelle fasi di ideazione, di definizione e di aggiornamento del Progetto d'istituto, anche in relazione alla necessità di adattare gli attuali ordinamenti o parte di essi alle nuove esigenze e in coerenza con l'evoluzione del Sistema scolastico nazionale.

I contenuti da sperimentare si possono collocare negli ambiti del curricolo dell'autonomia, del tempo scuola e della professione docente.

L’AUTORIZZAZIONE

Le Istituzioni scolastiche, ai sensi della autonomia didattica e organizzativa, di ricerca, sperimentazione e sviluppo, sono autorizzate ad adottare innovazioni organizzative nel rispetto dei criteri fissati dal Protocollo d’Intesa e dal presente Atto degli indirizzi purché la loro attuazione non richieda risorse aggiuntive.

Le innovazioni organizzative di cui al comma precedente saranno adottate in coerenza con i tempi e le modalità di definizione del Progetto di Istituto di cui all’articolo 3 del Regolamento dell’Autonomia e saranno comunicate all’Amministrazione ai fini del monitoraggio della sperimentazione.

Nei casi in cui le Istituzioni scolastiche intenderanno proporre l’istituzione di nuovi corsi di studio sperimentali, adottare limiti di flessibilità più ampi di quelli disciplinati dal presente Atto di indirizzo o innovazioni organizzative che implichino risorse aggiuntive, dovranno presentare il progetto di sperimentazione all’Amministrazione per la dovuta autorizzazione ai sensi dell’articolo 9 del D.P.R. 405/88.

L’autorizzazione sarà rilasciata dal Servizio Istruzione della Provincia Autonoma di Trento sentito il Gruppo di Lavoro paritetico di cui all’art. 4 del Protocollo di Intesa MIUR-PAT.

Il sistema di supportO E DI SVILUPPO DELL'INTESA

L'amministrazione attiverà le azioni di assistenza, di monitoraggio e di valutazione delle innovazioni al fine di sostenere e di accompagnare le iniziative di sperimentazione garantendo la necessaria consulenza tecnica agli operatori scolastici impegnati nel processo di riqualificazione dell'offerta formativa.

L’IPRASE adotterà un modello di consulenza e assistenza tecnica sul campo che affiancherà le Istituzioni scolastiche impegnate nell’attività di ricerca e di sperimentazione.

La Scuola può attivare, anche in accordo con altre scuole, rapporti di consulenza  con esperti individuati autonomamente e azioni di formazione in servizio del proprio personale.

LA VALUTAZIONE

Il Comitato Provinciale di valutazione del sistema scolastico elaborerà il modello valutativo delle esperienze sperimentali attuate dalle scuole trentine e le indicazioni che consentiranno alle stesse di redigere la documentazione funzionale, con l’obiettivo di rilevare gli effetti nel tempo dell’applicazione del Protocollo di Intesa MIUR-PAT e l’incidenza dei mutamenti in atto.

LA DURATA

Gli indirizzi del presente documento, nell’arco della durata dell’Intesa, potranno essere  modificati, su richiesta di una delle parti, anche in relazione all’evoluzione del quadro normativo di riferimento e del processo di riforma degli ordinamenti scolastici.

Roma, 16 ottobre 2002

 

DIREZIONE DIDATTICA TRENTO 2