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SCHEDA SPERIMENTAZIONE                   DOCUMENTO DI ACCOMPAGNAMENTO


NOTA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

Indicazioni per la definizione dei progetti sperimentali di innovazione
in applicazione protocollo d'intesa MIUR-PAT e relativa comunicazione

dal sito www.vivoscuola.it


Le presenti indicazioni sono state redatte a cura di:
Ispettori scolastici

Piero Pangrazzi
Gaetano Pazzi
Ivana Pulisizzi
Gruppo di supporto alla programmazione del Servizio istruzione e assistenza scolastica
Sabrina Azzolini
Dino Leonesi
Elina Massimo

Direzione dell’Iprase

Ernesto Passante

La ricognizione relativa all'applicazione del Protocollo d'intesa MIUR-PAT proposta nella riunione del 18 febbraio u.s. si è realizzata con la raccolta delle schede e con gli incontri dei dirigenti scolastici tenutisi all'inizio di questo mese.
L'analisi dei dati raccolti e delle osservazioni prodotte con la ricognizione richiedono ulteriori indicazioni alle istituzioni scolastiche autonome per garantire uniformità ai progetti di innovazione che tengano conto anche dell' evoluzione del quadro nazionale dopo l'approvazione definitiva della legge delega di riforma.

CONSIDERAZIONI RELATIVE ALLA RICOGNIZIONE

I dirigenti scolastici hanno confermato che nelle scuole il Protocollo d'Intesa MIUR-PAT ha portato un' ampia e diffusa azione di adattamento dell' organizzazione didattica in relazione a:

 

  • il tempo-scuola (TS) in essere, contenuto rispetto all'ordinamento vigente (30 ore alla SE - 33 ore alla SM+eventuale ampliamento per l'evoluzione del TempoProlungato) con una differenza fra scuola elementare (SE) e scuola media (SM):

    • SE: vi è una tendenza all'aumento del tempo lungo (ex tempo pieno) richiesto dalle famiglie

    • SM: si assiste ad una tendenza inversa di contenimento del TS per lasciare pomeriggi a disposizione degli studenti per lo studio individuale e per le attività delle agenzie presenti sul territorio (sport, catechesi, …)

  • i Piani di studio che si erano discostati dall'ordinamentale per rafforzare l'individualizzazione dei percorsi formativi con la flessibilità didattica (classi aperte, gruppi di livello, attività opzionali, attività facoltative, modularità didattica,…) e con la definizione/adozione di curricoli verticali per gli 8 anni di SE e SM

  • adozione di criteri di organizzazione del lavoro docente diversi dai modelli consolidati nella normativa precedente (3 docenti su 2 classi a modulo, 2 docenti su 1 classe a t.pieno, cattedre TNormale, Classi a TProlungato,….)

Questa azione avviata in autonomia dalle singole istituzioni scolastiche con la guida attenta del dirigente scolastico ha il pregio di rispettare la storia e le specificità del contesto territoriale, di realizzare un armonico processo di cambiamento con la condivisione e con il coinvolgimento dei docenti, degli operatori e dei genitori ma non ha permesso e non permette di ridefinire, a livello provinciale, un' organizzazione didattica omogenea rispondente a criteri uniformi. Infatti, le scuole stanno adottando, in autonomia, modelli che vanno nella direzione tracciata dagli Indirizzi e dall'Intesa, che concretizzano una realtà molto variegata.

È utile, quindi, precisare che i modelli sperimentali di innovazione organizzativa e didattica in applicazione dell'Intesa devono rispettare i seguenti aspetti strutturali proposti dagli Indirizzi e dall'Intesa:

  1. un nuovo TS come definito dagli Indirizzi di ore 891+100 nella SE e di ore 990 nella SM articolato in modo da rafforzare la personalizzazione dei percorsi con l'attività opzionale obbligatoria e con l'attivazione di spazi laboratoriali;

  2. un Piano di studio, definito 'tenuto conto dello sviluppo delle Indicazioni Nazionali', con quantificazione oraria delle materie fondamentali di insegnamento rispondente alla specificità del territorio in cui siano garantiti gli apprendimenti essenziali per tutti, lo studio dell'inglese e dell'informatica e la valorizzazione delle eccellenze;

  3. modelli organizzativi del lavoro del docente coerenti con l'introduzione dell'autonomia scolastica e dell'organico funzionale, che garantiscano l'efficace coordinamento del team docente, il riferimento sicuro per le famiglie e per gli alunni/studenti, la compilazione del portfolio.

Per quanto riguarda gli Istituti di scuola secondaria di secondo grado sono emerse, relativamente all’applicazione dell’Intesa, le seguenti problematiche: da una parte una non sufficiente attenzione ad un' innovazione che di fatto aumenta il TS obbligando gli insegnanti al recupero delle riduzioni orarie, dall’altra la necessità di adeguare i corsi di studio al sistema dei licei o al sistema dell' istruzione tecnico professionale previsti dalla riforma.
La recente approvazione della legge delega di riforma ha modificato lo scenario portando da un lato ha portato maggiore chiarezza, dall’altro complicando l’azione intrapresa dalle scuole.
Dagli Istituti di scuola secondaria di secondo grado sono pervenuti alcuni suggerimenti e la richiesta di chiarimenti puntuali in ordine ad alcune problematiche:

  • gli spazi e i tempi di applicazione del Protocollo d’Intesa MIUR-PAT a fronte dell'approvazione della legge delega di riforma della scuola.
  • La possibilità degli Istituti Tecnici e Professionali di gestire anche i corsi liceali oltre ai corsi tecnici professionali;
  • la possibilità di  ridurre il tempo scuola previsto dagli Indirizzi introducendo un TS più vicino a quello di 825 ore annue fissato dall'Intesa e articolato al suo interno con attività opzionali obbligatorie.
  • la possibilità di iniziare la sperimentazione nell’a.s. 2003/04 solo con i corsi di studio di nuova istituzione e avviare con l’a.s. 2004/05 i modelli sperimentali in tutte le classi prime dei corsi liceali e dei corsi tecnico-professionali.

Indicazione per la definizione e attivazione delle innovazioni ordinamentali

Le scuole che intendono adottare modelli sperimentali sono tenute a definire Progetti di organizzazione didattica fondati sui seguenti aspetti strutturali:

  • Tempo scuola:

    • SE

      • introduzione della distinzione fra Tempo per attività didattica (ore di lezione affidate ai docenti) e Tempo educativo/socializzante per mensa e interscuola con sorveglianza degli alunni affidata a personale educativo (docenti o assistenti educatori) organizzato in un modello unico e flessibile:

        • Monte ore annuo: 891 ore di attività didattica obbligatoria + fino a 100 ore di attività didattica facoltativa + fino a 330 ore di interscuola (rapportato alla distribuzione settimanale: 27 + fino a 3 + fino a 10 ore)

        • Orario settimanale: necessità di soddisfare le diverse esigenze dell'utenza tramite un'articolazione flessibile del tempo scuola articolato anche per singoli plessi e cinque giorni di scuola (TS di attività didattica e TS con attività didattica e interscuola).

    • SM

      • Tempo obbligatorio: monte ore annuo di 990 ore di attività didattica di cui almeno 100 ore di attività opzionale obbligatoria (rapportato alla distribuzione settimanale: 30 di cui almeno 3 di attività opzionale obbligatoria)

      • Ampliamento del TS fino a 100 ore annue per attività di laboratorio e di integrazione dei piani di studio personalizzati da gestire con gruppi aperti + eventuale interscuola (rapportato alla distribuzione settimanale: 3 ore+eventuale interscuola)

    • IS

      • Tempo obbligatorio: monte ore annuo da 890 di cui 66 ore di attività opzionale obbligatoria a 990 di cui 165 ore di attività opzionale obbligatoria (rapportato alla distribuzione settimanale: da 27 ore di cui 2 di attività opzionale obbligatoria a 30 di cui 5 di attività opzionale obbligatoria)

  • Piani di Studio Personalizzati

    • SE e SM

      • Adozione dei curricoli vigenti della scuola autonoma, adattati agli obiettivi generali del processo formativo e agli obiettivi specifici di apprendimento come definiti dalle Indicazioni Nazionali per i piani di studio personalizzati riferite specificatamente alla scuola primaria e alla scuola secondaria di 1° che si allegano alla presente

      • Aspetti essenziali dell' innovazione curriculare sono:

        • la progettazione di piani di studio personalizzati nel quadro degli obiettivi generali del processo formativo e di quelli specifici di apprendimento, attraverso l'individuazione di obiettivi formativi correlati alla maturazione delle competenze degli allievi, al tempo scuola, all'articolazione delle attività didattiche per sezioni, classi e gruppi laboratoriali ed alle risorse organizzative dell'istituto;

        • la compilazione del portfolio delle competenze individuali ai fini dell'orientamento e della valutazione degli allievi;

        • la flessibilità del modello organizzativo;

        • la continuità educativa e didattica per la gestione dell'eventuale anticipo scolastico e per la qualificazione del collegamento tra scuola dell'infanzia e scuola elementare e scuola del 2° ciclo;

        • l'organizzazione della funzione docente legata all'espletamento di compiti di tutoraggio, coordinamento, ecc. e le conseguenti esigenze di formazione in servizio, nel rispetto delle norme contrattuali che disciplinano le relazioni sindacali.

  • Professione docente

    • SE

      • introduzione dell’insegnante tutor individuato nel team docente della classe con una prevalenza di insegnamento nella classe di non meno di 15 ore settimanali con compiti di: coordinamento didattico del team docente, riferimento all’alunno e alla famiglia per la definizione e l'attuazione del Piano di studio personalizzato, costruzione del portfolio.

    • SM e IS

      • introduzione dell’insegnante tutor individuato nel team docente della classe con compiti di: coordinamento didattico del consiglio di classe, riferimento allo studente e alla famiglia per la definizione e attuazione del Piano di studio personalizzato, costruzione del portfolio.

Tempi di attuazione dei modelli sperimentali di innovazione

Il Protocollo d’Intesa precisa che ‘le iniziative finalizzate all’innovazione vengono avviate dal 1° settembre 2002’.
Per uniformare gli interventi di innovazione sul territorio provinciale si suggeriscono i seguenti tempi per l'attuazione della sperimentazione:

    • SE

      • dal settembre 2003 tutte le classi 1^ della scuola elementare adottano il modello sperimentale in applicazione dell’Intesa. È facoltà delle scuole, nell’esercizio della autonomia scolastica e ai sensi del Protocollo d’Intesa, estendere l’adesione anche alle classi 2^, 3^, 4^ e 5^ .

    • SM

      • dal settembre 2003 tutte le classi 1^ della scuola media adottano il modello sperimentale in applicazione dell’Intesa. È facoltà delle scuole, nell’esercizio della autonomia scolastica e ai sensi del Protocollo d’Intesa, estendere l’adesione anche alle classi 2^ e 3^.

    • IS

      • dal settembre 2003 tutte le classi 1^ dei corsi di nuova istituzione e le classi 1^ degli istituti che hanno già elaborato la nuova organizzazione adottano il modello sperimentale in applicazione dell’Intesa.

      • dal settembre 2004 tutte le classi 1^ dei corsi liceali e dei corsi di istruzione tecnica e professionale adottano il modello sperimentale in applicazione dell’Intesa.

La comunicazione e l’autorizzazione

La comunicazione va inviata tramite posta elettronica (sabrina.azzolini@provincia.tn) al Servizio Istruzione – Gruppo di lavoro per il monitoraggio dell’applicazione dell’Intesa MIUR-PAT- allegando la scheda di descrizione sintetica del modello sperimentale come di seguito articolata:

    • Articolazione annuale e settimnale del tempo scuola adottato per l’intero Istituto o per singoli plessi.

    • Curricolo o Piano di studio personalizzato.

    • Organizzazione del team docente e definizione compiti dell’insegnante tutor.

Tempi di presentazione delle comunicazioni o delle richieste di autorizzazione

Le scuole che intendono adottare progetti di sperimentazione in applicazione dell’Intesa devono presentare le comunicazioni o le richieste di autorizzazione alle scadenze seguenti:

  • entro il 15 aprile 2003 per le sperimentazioni che si intendono attivare  con l’a.s. 2003/04;

  • entro il 30 settembre 2003 per le sperimentazioni che si intendono attivare con l’a.s. 2004/05.

La fissazione della scadenza al 15 aprile è ritenuta necessaria per consentire la ratifica, da parte della Commissione paritetica MIUR-PAT, entro la prima decade del mese di maggio dei progetti presentati - da avviarsi con l’a.s. 2003/04 - previo esame degli stessi da parte del Gruppo di lavoro per il monitoraggio dell’applicazione dell’Intesa MIUR-PAT.
Resta indubbio che le istituzioni scolastiche che non aderiranno ai progetti sperimentali di innovazione in applicazione del Protocollo d’intesa MIUR- PAT, a far data dal varo della riforma dell’istruzione, daranno piena applicazione a quanto da essa previsto.



scheda per il monitoraggio


DIREZIONE DIDATTICA TRENTO 2

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prot. n. /A19                                                                                        Trento, 31 marzo 2003                       torna in cima

Oggetto: Intesa PAT - MIUR.

Spett. Insegnanti del Circolo Loro Sedi

Trasmetto in allegato la nota del Dipartimento Istruzione per quanto in oggetto (Prot. n. 481/2003-SA), con preghiera di attenta lettura e considerazione. Allo scopo chiedo che le/i coordinatrici/ori di plesso o classi parallele prevedano un momento di confronto a lettura avvenuta.

Nel merito propongo alcune annotazioni che si ritengono molto importanti:

Già nel gruppo di coordinamento e nella trattativa sindacale decentrata erano state fatte valutazioni di merito e formulate delle ipotesi che comunque prevedevano che, al di là delle soluzioni organizzative adottabili, comunque si contava di poter sviluppare il ragionamento in tempi distesi, come convenuto nel Collegio di dicembre. La richiesta di pronunciamento in dettaglio entro la scadenza che viene indicata mette in crisi l’organizzazione che ci siamo dati;

Ciò detto si è messo immediatamente in calendario un incontro del gruppo di Coordinamento con l’analisi del documento in parola;

A questo punto si rende indispensabile chiarire alcuni indirizzi derivanti dal lavoro di rilevazione e discussione avviato nei diversi contesti organizzativi:

a. Mantenimento dell’attuale struttura organizzativa presso la scuola elementare ‘Pigarelli’ in ragione dell’opzione dell’utenza e della sua composizione e consistenza;

b. Applicazione dell’Intesa su tutte le classi a S. Anna per ragioni di necessità legate all’organico disponibile e sulla base delle indicazioni dell’utenza;

c. Applicazione parziale dell’Intesa a Solteri, con salvaguardia di una struttura di sevizio consistente, possibile solo con l’attivazione dell’Intesa, anche in questo caso confortati dalla rilevazione delle indicazioni dell’utenza e dai dati di necessità determinati dalla consistenza dell’organico.

Resta inteso che lo scrivente è impegnato affinché i tempi distesi di riflessione e predisposizione degli strumenti di attuazione dell’intesa, definiti a livello collegiale, siano garantiti, soprattutto per quanto riferito alla riflessione sui curricolo ed al Gruppo di Lavoro allo scopo costituito e fatte salve le opzioni specifiche di ciascuna realtà scolastica

Distinti saluti

Il Dirigente Scolastico

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