Il Circolo rappresenta nella realtà scolastica
trentina un’esperienza residuale che deve trovare a breve una
risoluzione in un Istituto Comprensivo in corrispondenza di un contesto
territoriale omogeneo. Esso è costituito da tre realtà scolastiche con
storie distinte e caratterizzanti che si richiamano brevemente di seguito.
La Scuola Elementare ‘F.lli Pigarelli’ di Gardolo
collocata in un contesto urbano in rapida espansione con tessuto sociale
in costante modificazione, con accentuate problematicità. In questo
quadro si è sedimentata un’organizzazione scolastica con riferimento ai
principi più interessanti derivati dalle prime esperienze dei Centri
Scolastici e del tempo pieno, con introduzione dei laboratori come prassi
didattica, con attenzioni e professionalità alte nell’affrontare le
questioni relative all’integrazione dell’handicap, al disagio
scolastico e, successivamente, all’accoglienza delle/i alunne/i
straniere/i. Questo ultimo aspetto condiviso ora da tutte le tre scuole
del Circolo. Da molti anni sono presenti esperienze di lavoro per gruppi
di composizione diversa dal gruppo classe. Esiste un servizio mensa
frequentato dalla totalità dell’utenza. Esiste un servizio di trasporto
per un’utenza numerosa.
La Scuola Elementare di S. Anna di Gardolo raccoglie un’utenza
più tradizionalmente legata alla storia del paese ed è organizzata
secondo il paradigma più classico introdotto con la riforma del 1990,
ossia a moduli con due rientri pomeridiani settimanali. E’ attivo un
servizio di trasporto di cui è necessario tenere conto nell’organizzazione
dell’orario scolastico.
La Scuola Elementare di Solteri è posta in un contesto
urbano in grande espansione ed ha subito una rapida evoluzione negli
ultimi anni trovandosi a dover rispondere ad una grande domanda di
servizio scuola esteso. L’organizzazione acquisita prevede la convivenza
del classico tempo pieno con una piccola parte di organizzazione modulare.
Ciò ha comportato nel passato la difficoltà ad integrare le due esigenze
sia sotto il profilo organizzativo sia nella costituzione di gruppi di
apprendimento coerenti. Già nel precedente anno scolastico si è rilevata
la necessità di dare coerenza all’organizzazione scolastica con un
migli0ore impiego delle risorse professionali. E’ funzionante un
servizio mensa cui accede la quasi totalità dell’utenza.
Informazione e processo decisionale.
Il Protocollo d’Intesa è stato messo a disposizione
degli organi collegiali del Circolo con tempestività e il 16 dicembre
2002 si teneva un Collegio Docenti specificamente dedicato all’argomento
con ampio dibattito a seguito del quale si costituiva un gruppo di lavoro
con il compito di coordinare la riflessione dell’intero Collegio sull’organizzazione
dei curricoli in relazione alle novità introdotte dal Protocollo. La
riflessione del Collegio, con il supporto dell’Ispettore Dino Cristanini,
prevedeva un impegno complessivo di 10 ore di cui 4 nel mese di giugno
2003. In sostanza ci si era dati tempo ed agio per un confronto curato.
Contemporaneamente si prevedeva la consultazione della nuova utenza sui
modelli organizzativi auspicati da attuarsi all’atto dell’iscrizioni
alla classe I. La consultazione ha dato esiti che confermavano le
differenze fra i plessi e consentivano la formulazione di ipotesi
differenziate su cui si è aperto il confronto all’interno di ciascun
plesso fino ad arrivare alle ipotesi finali. Da una parte stava la
richiesta della totalità dell’utenza ‘Pigarelli’ per un modello a
tempo scuola esteso. A Solteri si aveva la conferma di un’estesa domanda
a tempo esteso ed una minoritaria, ma non esigua parte dei genitori
interessati a una formula con tempo scuola più contenuto. Dall’altra
parte si aveva un’utenza di S. Anna che esprimeva opzioni differenziate,
ma tutte indicanti l’interesse per un tempo scuola più contenuto. Tutto
ciò ci ha condotti ad operare con formule diverse nelle tre scuole, anche
per garantire che nel contesto territoriale dato vengano garantite più
possibilità di scelta. Le singole ipotesi hanno avuto nei rispettivi
plessi ampio consenso, prossimo all’unanimità. Il Consiglio di Circolo
ha espresso parere unanimemente favorevole in data 16 aprile 2003. Per
ragioni di tempo il Collegio Docenti si esprimerà in data 6 maggio 2003
per ratificare le opzioni già espresse in sede di Collegio articolato per
plessi, avendo avuto anche il parere favorevole del Coordinamento del
Collegio stesso, un organismo di raccordo e consulenza che ha messo a
punto le formule organizzative adottate. Da ultimo sono state poste alcune
premesse di principio e metodo in sede di trattativa sindacale decentrata
con la RSA nel trattare la questione dell’organico e la distribuzione
delle risorse nel circolo.
Criticità.
Nel dibattito avviato, come si è detto con una certa
tempestività, a seguito della sottoscrizione dell’Intesa, si erano
poste alcune priorità che potremmo riassumere in alcuni punti essenziali:
- La definizione di un curricolo essenziale e raccordato tenuto
conto delle ‘Raccomandazioni’ e degli ‘Indirizzi’.
- La definizione più puntuale dei compiti di coordinamento
pedagogico del team docenti anche in funzione di raccordo con le
figure parentali, partendo da una lunga e consolidata tradizione
organizzativa che prevede la presenza di figure di coordinamento dei
team di classi parallele o modulo, fra le altre.
- I contenuti significativi del Portfolio delle competenze
individuali, con attenzione a quanto già si documenta, ad ipotesi di
valorizzazione dell’osservazione in connessione con la stesura dei Piani
di Studio Personalizzati.
In via del tutto subordinata e prospettica è stata
affrontata anche la questione dell’insegnamento della seconda lingua
comunitaria soprattutto con prevalente interesse per gli aspetti relativi
alla veicolarità, ma al momento senza impegni assunti.
| Mentre per |
l’alfabetizzazione informatica e |
|
l’individualizzazione dell’insegnamento |
Si può affermare senza presunzione che sono avviate da
tempo esperienze significative e consolidate che trovano una sponda nell’Intesa
e il processo va portato avanti e reso più esplicito e coerente.
Ciò che era risultata per lunghi mesi esclusa e non
prevista nel dibattito interno proprio perché non citata esplicitamente
nell’intesa è stata la figura del DOCENTE TUTOR, con prevalente
presenza nella classe. Ora ci si trova a definire i connotati funzionali e
organizzativi della figura del tutor con tutta la complessità che ciò
comporta, considerati i profili di relazione, di ripartizione degli oneri,
delle responsabilità. Dati i tempi ristretti, avendo espresso una
pressoché unanime adesione alla sperimentazione dell’Intesa, è
naturale che ci si assuma anche l’onere di definire con precisione e
coerenza il contorno di detta figura, sia pure nei limiti che gli attuali
profili contrattuali consentono. Ciò che più ci preme è di garantire
che si possa interpretare al meglio la responsabilità di dare ai genitori
un ‘riferimento sicuro ed efficace’, ciò può essere fatto
valorizzando le nostre migliori esperienze nel merito e vedendo di
individuare una figura di riferimento allo scopo responsabile, senza
assolutamente escludere le tradizionali modalità di colloquio e confronto
con tutte le figure docenti impegnate nella formazione di uno specifico
gruppo di apprendimento e salvaguardando la pari dignità professionale
dei docenti.
In definitiva, pur affermando il più serio impegno a
definire i contenuti del Protfolio e il profilo della figura delle Tutor,
resta chiaro che su queste questioni ci si riserva di produrre una più
compiuta elaborazione entro l’inizio del prossimo anno scolastico,
avendo cura di contattare le famiglie e con l’impegno a formalizzare
compiutamente sia i contenuti del Portaolio che gli impegni del docente
Tutor.
Compilazione della scheda.
Nella compilazione della scheda si è dovuto tenere
contro delle sostanziali differenze organizzative tra i plessi. Mentre l’articolazione
del curricolo tiene conto di aspetti strutturali più che di merito, per
confortare le opzioni strutturali. Ciò in coerenza con i tempi di
elaborazione che ci siamo dati. Tuttavia le formulazioni date
corrispondono ad ipotesi in corso di discussione che non contraddicono la
coerenza generale della sperimentazione. Ugualmente, per quanto concerne
la figura del tutor si formula un’ipotesi plausibile in un contesto, ma
non scontata in un altro per le ragioni già dette, avendo ovviamente
chiaro il limite strutturale delle 15 ore come soglia minima di presenza
nella classe e i compiti chiaramente esplicitati.
Garanzia.
E’ condivisa l’attesa che il percorso di
sperimentazione che si avvia abbia tempo agevole per compiersi, con
possibilità di verifiche ed aggiornamenti e che, in particolare, le
risorse umane e professionali in gioco possano essere garantite per tutto
il tempo necessario a portare a compimento la sperimentazione.