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DOCUMENTO SPERIMENTAZIONE

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PROGETTO SPERIMENTALE DI APPLICAZIONE
DEL PROTOCOLLO D’INTESA MIUR – PAT DEL 12 GIUGNO 2002

NOTA DI PRESENTAZIONE

Caratteri del Circolo.

Il Circolo rappresenta nella realtà scolastica trentina un’esperienza residuale che deve trovare a breve una risoluzione in un Istituto Comprensivo in corrispondenza di un contesto territoriale omogeneo. Esso è costituito da tre realtà scolastiche con storie distinte e caratterizzanti che si richiamano brevemente di seguito.

La Scuola Elementare ‘F.lli Pigarelli’ di Gardolo collocata in un contesto urbano in rapida espansione con tessuto sociale in costante modificazione, con accentuate problematicità. In questo quadro si è sedimentata un’organizzazione scolastica con riferimento ai principi più interessanti derivati dalle prime esperienze dei Centri Scolastici e del tempo pieno, con introduzione dei laboratori come prassi didattica, con attenzioni e professionalità alte nell’affrontare le questioni relative all’integrazione dell’handicap, al disagio scolastico e, successivamente, all’accoglienza delle/i alunne/i straniere/i. Questo ultimo aspetto condiviso ora da tutte le tre scuole del Circolo. Da molti anni sono presenti esperienze di lavoro per gruppi di composizione diversa dal gruppo classe. Esiste un servizio mensa frequentato dalla totalità dell’utenza. Esiste un servizio di trasporto per un’utenza numerosa.

La Scuola Elementare di S. Anna di Gardolo raccoglie un’utenza più tradizionalmente legata alla storia del paese ed è organizzata secondo il paradigma più classico introdotto con la riforma del 1990, ossia a moduli con due rientri pomeridiani settimanali. E’ attivo un servizio di trasporto di cui è necessario tenere conto nell’organizzazione dell’orario scolastico.

La Scuola Elementare di Solteri è posta in un contesto urbano in grande espansione ed ha subito una rapida evoluzione negli ultimi anni trovandosi a dover rispondere ad una grande domanda di servizio scuola esteso. L’organizzazione acquisita prevede la convivenza del classico tempo pieno con una piccola parte di organizzazione modulare. Ciò ha comportato nel passato la difficoltà ad integrare le due esigenze sia sotto il profilo organizzativo sia nella costituzione di gruppi di apprendimento coerenti. Già nel precedente anno scolastico si è rilevata la necessità di dare coerenza all’organizzazione scolastica con un migli0ore impiego delle risorse professionali. E’ funzionante un servizio mensa cui accede la quasi totalità dell’utenza.

Informazione e processo decisionale.

Il Protocollo d’Intesa è stato messo a disposizione degli organi collegiali del Circolo con tempestività e il 16 dicembre 2002 si teneva un Collegio Docenti specificamente dedicato all’argomento con ampio dibattito a seguito del quale si costituiva un gruppo di lavoro con il compito di coordinare la riflessione dell’intero Collegio sull’organizzazione dei curricoli in relazione alle novità introdotte dal Protocollo. La riflessione del Collegio, con il supporto dell’Ispettore Dino Cristanini, prevedeva un impegno complessivo di 10 ore di cui 4 nel mese di giugno 2003. In sostanza ci si era dati tempo ed agio per un confronto curato. Contemporaneamente si prevedeva la consultazione della nuova utenza sui modelli organizzativi auspicati da attuarsi all’atto dell’iscrizioni alla classe I. La consultazione ha dato esiti che confermavano le differenze fra i plessi e consentivano la formulazione di ipotesi differenziate su cui si è aperto il confronto all’interno di ciascun plesso fino ad arrivare alle ipotesi finali. Da una parte stava la richiesta della totalità dell’utenza ‘Pigarelli’ per un modello a tempo scuola esteso. A Solteri si aveva la conferma di un’estesa domanda a tempo esteso ed una minoritaria, ma non esigua parte dei genitori interessati a una formula con tempo scuola più contenuto. Dall’altra parte si aveva un’utenza di S. Anna che esprimeva opzioni differenziate, ma tutte indicanti l’interesse per un tempo scuola più contenuto. Tutto ciò ci ha condotti ad operare con formule diverse nelle tre scuole, anche per garantire che nel contesto territoriale dato vengano garantite più possibilità di scelta. Le singole ipotesi hanno avuto nei rispettivi plessi ampio consenso, prossimo all’unanimità. Il Consiglio di Circolo ha espresso parere unanimemente favorevole in data 16 aprile 2003. Per ragioni di tempo il Collegio Docenti si esprimerà in data 6 maggio 2003 per ratificare le opzioni già espresse in sede di Collegio articolato per plessi, avendo avuto anche il parere favorevole del Coordinamento del Collegio stesso, un organismo di raccordo e consulenza che ha messo a punto le formule organizzative adottate. Da ultimo sono state poste alcune premesse di principio e metodo in sede di trattativa sindacale decentrata con la RSA nel trattare la questione dell’organico e la distribuzione delle risorse nel circolo.

Criticità.

Nel dibattito avviato, come si è detto con una certa tempestività, a seguito della sottoscrizione dell’Intesa, si erano poste alcune priorità che potremmo riassumere in alcuni punti essenziali:

  • La definizione di un curricolo essenziale e raccordato tenuto conto delle ‘Raccomandazioni’ e degli ‘Indirizzi’.
  • La definizione più puntuale dei compiti di coordinamento pedagogico del team docenti anche in funzione di raccordo con le figure parentali, partendo da una lunga e consolidata tradizione organizzativa che prevede la presenza di figure di coordinamento dei team di classi parallele o modulo, fra le altre.
  • I contenuti significativi del Portfolio delle competenze individuali, con attenzione a quanto già si documenta, ad ipotesi di valorizzazione dell’osservazione in connessione con la stesura dei Piani di Studio Personalizzati.

In via del tutto subordinata e prospettica è stata affrontata anche la questione dell’insegnamento della seconda lingua comunitaria soprattutto con prevalente interesse per gli aspetti relativi alla veicolarità, ma al momento senza impegni assunti.

Mentre per l’alfabetizzazione informatica e
l’individualizzazione dell’insegnamento

Si può affermare senza presunzione che sono avviate da tempo esperienze significative e consolidate che trovano una sponda nell’Intesa e il processo va portato avanti e reso più esplicito e coerente.

Ciò che era risultata per lunghi mesi esclusa e non prevista nel dibattito interno proprio perché non citata esplicitamente nell’intesa è stata la figura del DOCENTE TUTOR, con prevalente presenza nella classe. Ora ci si trova a definire i connotati funzionali e organizzativi della figura del tutor con tutta la complessità che ciò comporta, considerati i profili di relazione, di ripartizione degli oneri, delle responsabilità. Dati i tempi ristretti, avendo espresso una pressoché unanime adesione alla sperimentazione dell’Intesa, è naturale che ci si assuma anche l’onere di definire con precisione e coerenza il contorno di detta figura, sia pure nei limiti che gli attuali profili contrattuali consentono. Ciò che più ci preme è di garantire che si possa interpretare al meglio la responsabilità di dare ai genitori un ‘riferimento sicuro ed efficace’, ciò può essere fatto valorizzando le nostre migliori esperienze nel merito e vedendo di individuare una figura di riferimento allo scopo responsabile, senza assolutamente escludere le tradizionali modalità di colloquio e confronto con tutte le figure docenti impegnate nella formazione di uno specifico gruppo di apprendimento e salvaguardando la pari dignità professionale dei docenti.

In definitiva, pur affermando il più serio impegno a definire i contenuti del Protfolio e il profilo della figura delle Tutor, resta chiaro che su queste questioni ci si riserva di produrre una più compiuta elaborazione entro l’inizio del prossimo anno scolastico, avendo cura di contattare le famiglie e con l’impegno a formalizzare compiutamente sia i contenuti del Portaolio che gli impegni del docente Tutor.

Compilazione della scheda.

Nella compilazione della scheda si è dovuto tenere contro delle sostanziali differenze organizzative tra i plessi. Mentre l’articolazione del curricolo tiene conto di aspetti strutturali più che di merito, per confortare le opzioni strutturali. Ciò in coerenza con i tempi di elaborazione che ci siamo dati. Tuttavia le formulazioni date corrispondono ad ipotesi in corso di discussione che non contraddicono la coerenza generale della sperimentazione. Ugualmente, per quanto concerne la figura del tutor si formula un’ipotesi plausibile in un contesto, ma non scontata in un altro per le ragioni già dette, avendo ovviamente chiaro il limite strutturale delle 15 ore come soglia minima di presenza nella classe e i compiti chiaramente esplicitati.

Garanzia.

E’ condivisa l’attesa che il percorso di sperimentazione che si avvia abbia tempo agevole per compiersi, con possibilità di verifiche ed aggiornamenti e che, in particolare, le risorse umane e professionali in gioco possano essere garantite per tutto il tempo necessario a portare a compimento la sperimentazione.

Trento, 29 aprile 2003 

Il Dirigente Scolastico
Paolo Goffo

 

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