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Comunicato
stampa del MIUR
Decreto
legislativo
riguardante
la definizione delle norme generali relative alla scuola dell'infanzia e
al primo ciclo dell'istruzione,
ai
sensi della legge 28 marzo 2003, n. 53
(Roma,
23 gennaio 2004) Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi in via
definitiva, dopo il parere della Conferenza unificata e delle
Commissioni parlamentari competenti e su proposta del Ministro Letizia
Moratti, il decreto legislativo
riguardante la definizione delle norme generali relative alla scuola
dell'infanzia e al primo ciclo dell'istruzione.
Il testo definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri recepisce tutte
le indicazioni dei pareri espressi da questi organismi. In particolare:
-
è
stata chiarita la possibilità, per le scuole dell'infanzia e per
quelle del primo ciclo esistenti sullo stesso territorio, di
aggregarsi in istituti comprensivi;
-
è
chiarito che il tempo pieno nella scuola primaria e prolungato nella
scuola secondaria di primo grado è pari a quello attuale ed è
totalmente gratuito;
-
l'organico
dell'anno scolastico 2003/2004 nelle scuole secondarie di primo
grado viene confermato per l'anno scolastico 2004-2005 e fino
alla messa a regime della riforma, per garantire il graduale
passaggio al nuovo ordinamento;
-
al
fine di realizzare la continuità educativa tra il complesso dei
servizi all'infanzia, la scuola dell'infanzia e la scuola
primaria verranno realizzati appositi accordi con le Regioni
e con gli Enti locali;
-
viene
chiarito che, in attesa della definizione del diritto-dovere
all'istruzione con apposito decreto legislativo, restano in
vigore le sanzioni previste dalle norme vigenti per la mancata
frequenza.
La
Riforma della Scuola, con il via libera definitivo del Consiglio dei
Ministri, parte così regolarmente con l'inizio del prossimo anno
scolastico nelle cinque classi della scuola primaria e nella prima
classe della scuola secondaria di primo grado.
"Tra
gli strumenti introdotti per l'attuazione della riforma nel primo
segmento dell'istruzione", ha detto il Ministro Letizia Moratti,
"vi è l'arricchimento delle offerte formative, con un ventaglio di
scelte più ampie e personalizzate, come l'insegnamento della lingua
inglese e dell'informatica nella scuola primaria e di una seconda lingua
comunitaria nella scuola media. Viene inoltre garantito il tempo pieno
nella scuola primaria e prolungato nella scuola secondaria di primo
grado secondo nuove e più flessibili modalità, per venire incontro
alle esigenze delle famiglie. Si tratta", ha ribadito il Ministro,
"di opportunità formative offerte dalle scuole di tutta Italia in
maniera assolutamente gratuita".
Il
decreto legislativo approvato oggi costituisce la prima attuazione della
delega legislativa prevista dalla legge 53/2003. Queste le principali
novità:
-
l'anticipo
graduale delle iscrizioni alla scuola dell'infanzia delle bambine e
dei bambini che compiono i tre anni, e alla scuola primaria
dei bambini e delle bambine che compiono i sei anni entro il 30
aprile dell'anno scolastico di riferimento. Per il prossimo anno
scolastico, come è avvenuto per quello in corso, possono iscriversi
le bambine e i bambini che compiono rispettivamente i tre e i sei
anni entro il 28 febbraio 2005;
-
l'introduzione
di più libertà di scelta per le famiglie e di più
autonomia didattica e organizzativa per le scuole, in relazione
a piani di studio personalizzati, al fine di realizzare
l'obiettivo della legge di favorire la crescita e la valorizzazione
degli allievi, nel rispetto dell'identità e delle aspirazioni di
ciascuno di essi. A questo fine, l'orario scolastico viene così
riorganizzato:
-
per
la scuola dell'infanzia da un minimo di 24 a un massimo di 50
ore settimanali a scelta delle famiglie;
-
per
la scuola primaria, 27 ore settimanali obbligatorie e 3 ore
di attività e insegnamenti opzionali (obbligatori per la
scuola e facoltativi e gratuiti per gli allievi), per un
totale massimo di 30 ore settimanali. Il tempo pieno (27
ore + 3 + 10) sarà offerto a tutti i bambini della scuola
primaria gratuitamente come in passato e fino a 40 ore
settimanali, comprensive del tempo mensa, sulla base delle
scelte che i genitori esprimeranno al momento dell'iscrizione
dei figli;
-
per
la scuola secondaria di primo grado, 27 ore settimanali
obbligatorie e 6 ore di attività e insegnamenti opzionali
(obbligatori per la scuola e facoltativi e gratuiti per gli
allievi), per un totale massimo di 33 ore settimanali. Il
tempo prolungato viene garantito gratuitamente fino a 40 ore
settimanali (27 ore + 6 + 7).
Vengono inoltre potenziate le attività di laboratorio,
al fine di consentire l'effettiva formazione personalizzata e di
ampliare l'offerta formativa, nelle singole scuole o in rete;
-
l'affidamento,
per l'intera durata del corso sia della scuola primaria, sia della
scuola secondaria di primo grado, al docente "tutor",
delle funzioni di orientamento per la scelta delle attività
opzionali, di coordinamento delle attività educative e didattiche,
di cura delle relazioni con le famiglie e di cura della
documentazione del percorso formativo compiuto dall'allievo;
-
l'introduzione
del portfolio delle competenze, che dovrà documentare il
percorso formativo seguito da ogni allievo fin dalla scuola
dell'infanzia;
-
l'introduzione
dell'insegnamento della lingua inglese e dell'alfabetizzazione
informatica fin dal primo anno della scuola primaria;
-
l'introduzione
della seconda lingua europea e il potenziamento
dell'alfabetizzazione informatica a partire dalla prima classe
della scuola secondaria di primo grado;
-
la
frequenza di almeno tre quarti dell'orario annuale per ciascun
studente ai fini della validità dell'anno, a partire dalla scuola
secondaria di primo grado;
-
la
valutazione, periodica e annuale, a partire dalla scuola secondaria
di primo grado, affidata ai docenti, dovrà accertare il
raggiungimento di tutti gli obiettivi formativi ai fini del
passaggio al periodo didattico annuale o biennale successivo,
valutando anche il comportamento degli alunni, e ferma restando la
possibilità di non ammettere all'anno successivo dello stesso
biennio in caso di accertate gravi carenze;
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l'abolizione
dell'esame di Stato alla fine della 5° classe della scuola
primaria, per favorire la continuità didattica.
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