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Lettera aperta
dei Dirigenti Scolastici del Sindacato Nazionale Scuola CGIL di Puglia

 Cari colleghi,

alla luce del testo finale del Decreto Legislativo concernente la definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al primo ciclo dell’istruzione, pubblicato in data 24 gennaio 2004, segnaliamo con preoccupazione la logica sottrattiva che caratterizza il citato provvedimento ministeriale.

Al di là delle dichiarazioni rassicuranti del Governo, infatti, nei complessi documenti recanti le Indicazioni nazionali, redatti peraltro senza il minimo coinvolgimento dei diretti interessati (genitori, docenti, studenti, dirigenti scolastici), appare evidente che il risultato finale dell’intera operazione è l’impoverimento qualitativo e quantitativo dell’offerta formativa.

Osserviamo, altresì, che i genitori vengono invitati a esprimere scelte per un’offerta formativa non chiara, che il Ministero stesso si riserva di definire: vedi, per esempio, il passo della C.M. n.2 del 4/1/2004, che, a proposito delle 198 ore di attività opzionali e facoltative nella scuola secondaria di I grado, afferma: “Si fa riserva di ulteriori, più dettagliate istruzioni ed indicazioni riferite alle possibili opzioni entro l’area degli insegnamenti e delle attività rientranti nella quota delle ulteriori 198 ore annue, non appena sarà definito il quadro normativo…”

Nella citata C.M. n.2/04 sulle iscrizioni, infine, è stato ignorato il ruolo delle istituzioni scolastiche autonome. Si deve constatare, per esempio:

a)      che l’accertamento delle condizioni per l’anticipo delle iscrizioni de bambini della scuola dell’infanzia viene affidato a intese fra U.S.R., Centri Servizi Amministrativi e Amministrazioni comunali, senza coinvolgere in nessun modo le scuole destinatarie;

b)      che una parte cospicua del curricolo viene consegnata alle decisioni delle famiglie, in uno scenario in cui la scuola sembra diventare una sorta di servizio a domanda individuale in cui ognuno prende quello che vuole, col rischio reale di svuotamento del Piano dell’Offerta Formativa, atto che rappresenta la specificità organizzativa e didattica delle istituzioni scolastiche, riconosciute dalla Costituzione soggetti autonomi nell’erogazione delle attività formative sul territorio.

 Per affrontare al meglio la situazione che si è venuta a determinare, riteniamo di fondamentale importanza aprire un ampio confronto con le famiglie, i docenti, gli EE.LL., al fine di dare voce alle sollecitazioni tese a confermare e, se possibile, ampliare l’offerta formativa. In tal modo, in coerenza con il profilo professionale proprio del Dirigente Scolastico, così come delineato dall’art.1 del CCNL vigente, esaltiamo la nostra funzione di promozione e sviluppo dell’autonomia scolastica, nonché dei diritti costituzionalmente tutelati, quali il diritto all’apprendimento degli alunni e la libertà di scelta delle famiglie.

Dobbiamo evitare, in altri termini, ogni atteggiamento di tipo notarile, utilizzando, al contrario, tutte le possibilità di ampliamento e di miglioramento della qualità dell’offerta formativa della scuola pubblica.

In particolare, si può:

  • proporre di utilizzare il tempo – scuola al livello massimo consentito, nella consapevolezza che specie nelle Regioni del Mezzogiorno la scuola resta uno dei pochi presidi culturali, se non l’unico, in molti territori ancora privi di sedi e occasioni di crescita intellettuale e sociale;
  • operare per difendere la dotazione organica della scuola, presidio fondamentale per la qualità dell’offerta formativa;
  • ricondurre le scelte opzionali e facoltative alle risorse umane e finanziarie disponibili all’interno della scuola, valorizzando tutte le professionalità esistenti;
  • distribuire gli insegnamenti obbligatori e quelli facoltativi in modo equilibrato e con pari dignità nell’orario scolastico, evitando di alimentare improprie gerarchie fra le discipline.  

S.N.S. CGIL
Area Dirigenti Scolastici
PUGLIA

 

 

DIREZIONE DIDATTICA TRENTO 2