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Nacqui
nel 1485 a Cles in Valle di Non, da una
nobile famiglia, i signori di Castel
Cles.
Studiai retorica a Verona e
seguii gli studi di diritto romano e di diritto canonico a Bologna.
Per me lo studio era fonte di
gioia e amavo moltissimo la lettura dei classici.
Nel 1509 iniziai la mia carriera ecclesiastica: dopo soli sei anni, nel
1515 divenni Principe Vescovo di Trento.
Il mio obiettivo era unificare il
mondo sotto l'ideale cattolico e, ritenendo gli Asburgo capaci
di realizzare questa mia aspirazione, mi impegnai al loro
servizio.
Mi prodigai per far eleggere Carlo V
imperatore e rimasi sempre fedele agli Asburgo, tanto che venni nominato
Cancelliere Supremo di Ferdinando I.
Nel 1530 divenni Cardinale, primo tra
i vescovi di Trento.
Ragazzi miei, non è stato facile
rimanere fedele al Pontefice e nello stesso tempo all'Imperatore!
Litigavano e io in mezzo a mediare, mediare prima con uno e poi con
l'altro.
Poi si viveva tutti con il timore che i Turchi, sempre più forti,
sconfiggessero Venezia e dilagassero in Europa.
Erano tempi duri....
Ebbi il mio bel da fare anche a tener
buoni i contadini e non parliamo delle
alluvioni ... ragazzi
che tempi!!
Governai comunque il mio Principato cercando di
essere giusto e benevolo, feci redigere un codice di procedura penale e
civile, lo Statutum Tridentinum, e feci trascrivere tutti i documenti
feudali dei vescovi trentini su 11 Codici.
Che lavoro!!
Mi adoperai a lungo affinché il Papa
indicesse un Concilio che risolvesse i problemi che laceravano la
cristianità, ma morii 6 anni prima del suo inizio. Comunque
per merito mio, Trento venne scelta come sede del Concilio che diede
avvio alla Controriforma.
Sotto la mia guida il Principato
conobbe un periodo di grande sviluppo politico, economico e culturale.
Rinnovai l'architettura e la struttura
urbana della città. Ampliai la mia residenza
rendendola più
moderna e confortevole.
Avere un palazzo sontuoso, ai miei tempi era un modo per far capire a
tutti quanto si fosse importanti.
Se voi avete oggi una città così
bella, in parte lo dovete a me!
Ricordo che alla mia nomina trovai una
città medievale con case mercantili alte e strette, con ballatoi di
legno, orti sul retro, torri invivibili e strade poco più larghe di
vicoli e, alla mia morte, lasciai strade ampie, ariose, fiancheggiate da
imponenti palazzi residenziali, degni di nobili del Rinascimento.
Quando passavo in corteo per la Via Lunga
e la Via Larga con i miei
regali ospiti, ero orgoglioso dei miei sudditi. Potevo mostrare palazzi
ben allineati, ricercati, decorati con affreschi, scenografici: un
gioiello di città a detta di tutti.
Beh, certo, qualche malcontento fra i
meno abbienti lo provocai, ma è difficile accontentare tutti ...
Bene ragazzi, dal ritratto vi sembro un
po' vecchietto, invece non lo ero affatto! Robusto sì, tenete presente
però, che le vesti che indossavo appesantiscono non poco la figura, ma non ero vecchio.
Pensate che morii a soli 54 anni per un infarto, a Bressanone.
Resto volentieri ancora con voi e vi
farò da guida nel mio bel
palazzo.
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