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Io avevo candidato la città di Trento come sede del Concilio fino dal 1524, ma toccò al mio successore Cristoforo Madruzzo raccogliere i frutti del mio operato. Fu ospite sollecito e
mediatore infaticabile tra le attese del Papa e i desideri dell'Imperatore. Fece il possibile per la buona riuscita del Concilio, che
cambiò la vita cittadina per ben 18 anni, sia dal punto di vista
economico, che sociale, che culturale.
Trovai particolarmente felice una scelta del Madruzzo: utilizzò, per arredare l'aula conciliare, ricavata nel coro del Duomo, i miei arazzi. Era un po' come se una parte di me fosse presente a quell'evento che tanto avevo desiderato.
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