Arazzi fiamminghi

Durante il 1300, alcuni ingegnosi artigiani pensarono di utilizzare la lana in eccesso per realizzare dei nuovi manufatti decorativi: gli arazzi.
Inizialmente, essi vennero usati come ornamento delle grandi cattedrali medioevali ed ebbero soggetti religiosi: gli episodi della storia sacra e delle vite dei santi avevano lo scopo di educare i fedeli. Gli arazzi ebbero, quindi, la stessa funzione degli affreschi e delle vetrate. Ben presto, ai soggetti sacri si aggiunsero anche quelli profani: gli arazzi, infatti, furono molto ricercati dai nobili che ne apprezzarono non solo le ampie possibilità ornamentali, ma anche la loro praticità.


 
La Sala Grande -  Hampton Court Palace (Inghilterra)

Appesi ai muri, essi decoravano le sale dei castelli medioevali e, contemporaneamente, le isolavano, proteggendo dal freddo e dall’umidità. 


A ciò vanno aggiunti altri aspetti importanti: gli arazzi potevano essere facilmente sostituiti offrendo soggetti adatti a ogni occasione (matrimoni, funerali, feste, riunioni). 

Il signore poteva trasportarli da una residenza all’altra e, volendo, poteva anche portarli con sé durante i suoi viaggi o in guerra. Inoltre, per il pregio dei materiali utilizzati, rappresentarono un ottimo investimento.
Queste loro caratteristiche scatenarono una vera e propria moda “alla franzese” e, in breve tempo, i ricchi signori di tutta Europa fecero a gara per acquistarli e decorare le proprie residenze.
In passato gli arazzi vennero denominati panni di Fiandra o tappezzerie, in seguito presero il nome dalla città fiamminga di Arras, uno dei centri più importanti per questo tipo di produzione. Gli ateliers più famosi si svilupparono, infatti, in Francia settentrionale e nelle Fiandre. Bruxelles fu uno dei centri più rinomati: 15000 operai (circa un quarto della popolazione!) erano impiegati nella lavorazione degli arazzi.