|
Dovete sapere che, come tutti i grandi Signori del Rinascimento, fui anche un appassionato collezionista: fra i miei oggetti d’arte c’erano anche multicolori arazzi fiamminghi.
I più preziosi erano quelli in seta e oro raffiguranti la Passione
di Cristo, un tema religioso molto ricorrente negli arazzi. Forse vi chiederete perché mai
abbia comperato arazzi gotici, io che volli edificare a Trento un palazzo
rinascimentale! Poichè non disponevo, però, del denaro necessario per commissionargli una serie di mio gusto, come fece Leone X, mi accontentai di una serie già tessuta. Con essi decorai la Camera del Torrione di Sopra che avevo appositamente modificato. Forse non sapete che, durante il famoso Concilio tenutosi a Trento fra il 1545 e il 1563, i miei arazzi addobbarono l’aula conciliare allestita sul presbiterio della Cattedrale di San Vigilio. Dovete sapere che nel 1536 possedevo ben 28 arazzi, di dimensioni e soggetti diversi: li avevo fatti appendere nelle sale del mio palazzo! Purtroppo oggi di tutti questi “panni di Fiandra” si sono conservati soltanto i sette arazzi della Passione e quello, più piccolo, di S. Giovanni a Patmos che ornava la Stua de la Libraria. Un vero peccato! Mi piange il cuore nel vedere quante preziose opere sono andate perse col tempo. Per fortuna esistono quegli strani luoghi chiamati musei dove si conservano con amore le testimonianze del nostro passato!
Cari ragazzi, arrivati a questo punto della nostra chiacchierata, devo
confessarvi di sentirmi un po’ stanco ... eh sì, non sono più un
giovane baldanzoso come voi....
Vi confesso che ogni tanto mi piace andare nella sala dei miei arazzi: di
nascosto osservo le facce stupite dei visitatori e ascolto i loro commenti
entusiasti. Sono proprio fiero di avere dato la possibilità a tante
persone di ammirare questi fantastici manufatti, frutto dell’inventiva
di validi artisti e del duro lavoro di ingegnosi artigiani. |